[Ci sono stati tanti danni, non sappiamo cosa dire alla gente…

Abbiamo cancellato la messa per il nuovo anno.

Poi ti darò i dettagli dei danni.

Per favore, pregate per noi e per gli abitanti dei villaggi di Villupuram e Cuddalaro.

Grazie,

Bosco

 

Fr.Francis Bosco, M.A.Social work & L.L.B
Rector & Correspondent,
Don Bosco Boys' Home
Gedilam
Thirunavalur Post,
Ulundurpet Taluk
Villupuram District.
Tamilnadu

S.IndiaInviato: Mercoledì 4 Gennaio 2012 16:06
Oggetto: cyclone villupuram

 

Cari  amici,

Il nostro nuovo anno è cominciato al buio: mancano luce, elettricità, acqua e gli abitanti hanno perso i loro ricoveri.Vai a:
NOTIZIE DA:

 

 

AGGIORNAMENTI DA ...:
 

   v  Sede   
              Þ Il ciclone nelle Jawadhi Hills [gen. 2012]

              Þ In ricordo di suor Carolina [dic. 2011]

              Þ Il viaggio in India [marzo 2011]
                              

 

   v Rendiconto 5 x mille [aggior. aprile 2017]

 

   v        Verbali assemblee [aggior. aprile 2018]

                          

   v   Link dal mondo

 

 


 

    ... da SEDE:   

         Il ciclone nelle Jawadhi Hills [gen. 2012]

IL CICLONE THANE NELLE JAWADHI HILLS

Distretto di Viluppuram (Tamil Nadu - India)

 

Come riportato anche sui giornali nazionali, ad inizio anno c’è stato un tremendo ciclone nell'India del sud, che ha colpito specialmente la zona costiera delle Jawadhi Hills.  
 

(vedi anche:

 

http://www.ilpost.it/2011/12/30/ciclone-thane-india-2/

http://www.meteoweb.eu/2011/12/il-ciclone-thane-provoca-ingenti-danni-e-vittime-sullo-stato-del-tamil-nandu-devastata-la-citta-di-cuddalore/107221/

 

 

Padre Francis Bosco (già direttore del Don Bosco Center “Padre Codello") che attualmente presta qui la sua opera missionaria, ci invia questa e-mail e chiede il nostro aiuto

Padre Andrews Raja, attuale direttore del Don Bosco Center,ci conferma la notizia, scrivendo tra l'altro:"... la tempesta ciclonica ha distrutto molti villaggi nel centro di Tamil Nadu. E' stato peggio che tsunami ..."

 

 

 

 

Inviato: Mercoledì 4 Gennaio 2012 16:06
Oggetto: cyclone villupuram


Dear friends,

Our new year had its start in darkness
there is no light, no electricity, no water and people have lost there shelter.

First time in my life I faced the ciclone.
Many houses have been washed out
in villages lot of huts thrown away
many tiled houses have lost their tiles
electric posts in the villages have fallen down
We were supposed to start our school on 4th of January
but we are not able because we faced lot of damaged
Many people in our villages are suffereing from the cylcone
Kindly pray for our people
We are in darkness, without shelter and without water

It will take some more days to bring to normalcy
Big trees have fallen down
Lot of damages, we don't know what to say to people
We have cancelled the new year mass
The details of the damages will be given to you
Kindly pray for us and the villageers in villupuram and cuddalore
thanks
Bosco


Fr.Francis Bosco, M.A.Social work & L.L.B
Rector & Correspondent,
Don Bosco Boys' Home
Gedilam
Thirunavalur Post,
Ulundurpet Taluk
Villupuram District.
Tamilnadu
S.India


 

Inviato: Mercoledì 4 Gennaio 2012 16:06
Oggetto: ciclone Villupuram

Cari  amici,

Il nostro nuovo anno è cominciato al buio: mancano luce, elettricità, acqua e gli abitanti hanno perso i loro ricoveri. 
Per la prima volta in vita mia ho visto in faccia il ciclone. Molte abitazioni sono state spazzate via dall’acqua. Nei villaggi una gran quantità di capanne è stata distrutta. Molti tetti di tegole sono stati scoperchiati. Le linee elettriche su palo sono state abbattute. Pensavamo di riaprire la scuola il 4 gennaio ma ora non ne siamo più in grado poiché dobbiamo far fronte a molti danni.
Molte persone nei nostri villaggi stanno soffrendo a causa del ciclone.
Vi chiedo di pregare per la nostra gente.
Siamo al buio, senza riparo né acqua.
Ci vorranno ancora diversi giorni per riportare tutto alla normalità.
Grandi alberi sono stati abbattuti.
Ci sono stati tanti danni, non sappiamo cosa dire alla gente…
Abbiamo cancellato la messa per il nuovo anno.
Poi vi darò i dettagli dei danni.
Per favore, pregate per noi e per gli abitanti dei villaggi di Villupuram e Cuddalore.

Grazie,

Bosco

 

 

 

                                                              [vai a: COPERTINA]

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         ... da SEDE:
            In ricordo di Suor Carolina

 

  
         
            2 febbraio 2002: dieci anni fa ...


 Suor_carolina                                   

             Rosita Carena
 

  
 "MOTHER CAROLINA"




 

    … nel dolce sorriso il pensiero al prossimo
     progetto nella certezza che la Provvidenza
     farà la sua parte …

 

 

RICORDIAMO   Il 2 febbraio 2012 il 10° anniversario del ritorno al Padre della nostra Sr. Carolina Carena che riposa a Mangalore in terra di India. A lei va costantemente la nostra gratitudine per la strada tracciata; anche noi di "Liguria per la vita" cerchiamo di percorrerla con le nostre piccole forze e l'aiuto di tutti.


TROVIAMOCI per la S.Messa di suffragio a Genova nella nella Chiesa dell'Annunziata (piazza dell'Annunziata)

sabato 4 febbraio 2012 alle ore 18




tomba


   GRANT THEM ETERNAL REST
   O LORD
   MAY THEY REST IN PEACE
   
   CONCEDI LORO L'ETERNO 
   RIPOSO O SIGNORE
   POSSANO ESSE 
   RIPOSARE IN PACE




 


                                [torna a: COPERTINA]
 

 
 

      
    
... da: SEDE 
        Il viaggio in India


                   

   
          I NOSTRI SOCI FLORA E FRANCO HANNO
            COMPIUTO, INSIEME AD UNA PICCOLA
               COMITIVA, UN VIAGGIO IN INDIA 
                             (marzo 2011).

           
            Ecco la loro relazione sulle visite effettuate
                      alle "nostre" missioni nelle
             JAWADHI HILLS ed a KHRISHNARAJPETE:

 
 

 

     Premesso che il tempo disponibile in entrambe le
    visite è stato davvero poco, proverò a raccontare
      ciò che abbiamo visto e sentito dalla viva voce
            dei protagonisti nostri interlocutori:

 

 

JAWADHI HILLS

 

E’ stata la prima missione che abbiamo raggiunto nel tour;  partiti da Mahaballipuram
sul golfo del Bengala dopo aver percorso circa 150 Km verso l’interno per arrivare a Tirruva-
numalai, tappa del nostro giro e rifugio notturno, pur essendo partiti con il pulman alle 7:00 
del mattino siamo arrivati in città alle 12:00.

Calcolando il tempo necessario per percorrere altri 135 Km su strade che sarebbero
sicuramente peggiorate e per le pendenze che avremmo affrontato, essendo le Jawadhi un
altipiano sui 1200 mt.,  abbiamo deciso di proseguire senza fermarci  portando con noi una 
colazione al sacco preparataci dall’albergo avvisato telefonicamente.

Dopo circa tre ore di viaggio su una  strada  che inizialmente si percorre in pianura e 
che dopo circa 70 Km si inerpica con stretti tornanti in mezzo a boschi di sandalo, dove quasi 
in ogni curva richiedeva una doppia manovra al pulman, raggiungiamo l’altipiano a 1200 / 
1500m di quota.
           Percorriamo ancora ½ ora di strada per raggiungere il villaggio  di  Jamunamarathur 
dove chiediamo informazioni del Don Bosco Center e dove siamo visti come marziani poiché 
penso che mai un pulman di turisti si sia avventurato in quei luoghi; sono le 15:30.

Il villaggio è vivace come lo sono tutti i villaggi in India;   la zona che abbiamo attra-
versato è davvero povera, con un’agricoltura asfittica dovuta alla carenza di acqua che deve 
essere endemica, questa è l’impressione generale;  qua e là la campagna è punteggiata dal 
verde di qualche risaia e orti con della verdura,   che devono costare molta fatica per la diffi-
coltà di procurare l’acqua  necessaria  (pozzi e  pompe  elettriche?,   la corrente non manca 
almeno vicino al villaggio);   tutto il resto  sono  terreni  ingialliti,  arsi dal  sole con  qualche 
grande albero ombroso,  ma il villaggio  possiede anche  molte case a un piano in  muratura 
mescolate a casette di fango e paglia che si allungano sulla strada principale.    Tutto viene 
venduto sulla strada come d’uso,   in baracche improvvisate o locali aperti sulla strada rica-
vati su edifici in muratura: verdure, frutta, riso, carne, prodotti per la casa, spezie, fiori, offi-
cine per la riparazione di biciclette, panettieri, friggitorie, calzolai, sarti ecc. in una confusio-
ne di generi e colori.    Pecore e capre passeggiano tra gli acquirenti sulla strada contenden-
dosi con le mucche i rifiuti che riescono a procurarsi in mezzo all’immondizia sparsa un po’ 
ovunque. Motociclette, carri trainati da buoi e macchine percorrono la strada in modo disor-
dinato, strombazzando.    

Ci viene indicata una stradina in fondo al villaggio che percorsa ci obbliga a fermarci 
quasi subito, più oltre non si può andare se non a piedi. Il Centro è a due passi e sul cancello 
c’è ad aspettarci  padre Andrews che io scambio per padre Antony.      Chiarito il malinteso, 
tutto il gruppo (16 persone) viene invitato  ad  entrare dentro il centro  dove  nell’ingresso campeggia un grande cartello con su scritto “BENVENUTI A CASA NOSTRA” e sotto c’è ad 
aspettarci padre Antony. 

2
E’ un edificio basso ad un 
piano che si allunga sul ter-
reno circostante che dopo i convenevoli vorremmo visi-
tare. 

Padre Antony mi abbraccia, 
mi da il benvenuto e spiega

che siamo i primi europei ad 
arrivare  fino  lì  da  molto 
tempo;
 forse dimentica o non 
sa che da quelle parti, molti 
anni prima c’era arrivato un 
nostro amico di Torino: 
Galasso. Certamente siamo i
primi in un gruppo così nume-
roso ed in pulman.


           Inizia una breve cerimonia di benvenuto,  fatta da un ragazzo del Centro,  che consiste nell’accedere una fiamma su una noce di cocco, pronunciare alcune parole di benvenuto nella
loro lingua  e  schiantare la noce in  terra con un botto che fa  trasalire  gli  astanti che non se l’aspettavano, provocando l’ilarità di tutti presenti.

            Facciamo prima un giro nel grande giardino  antistante  l’edificio dove sono piantate 
molte specie di piante anche da frutto e mi viene  fatto  notare persino 
un fico proveniente 
dall’Italia. 

Veniamo introdotti
nel basso edificio che rap-
presenta il corpo principale
della missione dove in una 
stanza un pochino angusta
per il numero  di  persone 
presenti, probabilmente la 
mensa, era stato  apparec-
chiato  un  tavolo  con pen-
tole contenti minestre, riso, 
pollo, verdure e frutta in ab-
bondanza persino dei dolci
e gelato e tanta acqua per
dissetarci.

           
Nonostante  me
l’aspettassi, visto le mail 
intercorse, non pensavo ad 
un pranzo preparato appo-
sta  dopo  le  precisazioni 
inviate  in  risposta  e pur-
troppo  noi  avevamo  già 
mangiato, anche se al sacco, e quindi la fame non c’era proprio, ma per non offenderli tutta la compagnia ha cercato  di  fare onore  alla tavola con la certezza  che  quanto  avanzava  non 
sarebbe andato sprecato.     Non solo,  ma considerata l’ora in cui  eravamo arrivati,  padre 
Antony aveva fatto  predisporre alcune camere  per ospitarci per la notte pensando che mai saremmo rientrati con il buio visto la strada che avremmo dovuto percorrere per  ritornare a  Tiruvanumalai. 
            Durante il pasto è iniziata una cerimonia di benvenuto che, ci ha spiegato la guida, fa 
parte delle loro tradizioni e viene attuata in onore degli ospiti molto graditi: si tratta di una 
vestizione con una sciarpa ed un berretto di foggia indiana a cui nessuno di noi ha potuto sot-
trarsi e ad il pronunciamento di alcune parole di benvenuto con relativa fotografia che verrà 
pubblicata sul loro sito di facebook.

            In questo bailamme ho cercato di parlare con padre Antony delle coseche ci interessa-
vano aiutato dalla traduzione della nostra guida, ma prima di cominciare con le mie domande 
ho voluto ringraziare a nome di tutta la compagnia per l’accoglienza e ho consegnato un libro fotografico di Genova (con delle belle foto su San Lorenzo e alcune altre chiese) a p. Antony e
a p. Andrews e una busta con 750 Euro raccolti dal gruppo che si è auto tassato, senza che io chiedessi nulla, con una disponibilità ammirevole.       Fatto questo, ho cominciato con le mie 
domande;  devo  dire che il  pochissimo  tempo che  avevamo  disponibile  non mi consentiva 
certo di fare delle verifiche.

Ho chiesto come vengono utilizzati e distribuiti i soldi ai vari bambini o adolescenti 
che
sponsorizziamo: la risposta è stata che non vengono consegnati alle famiglie, ma
conser-
vati per gli studi
(mi hanno parlato solo di studi) del bambino; se nella famiglia fosse sorta 
qualche necessità per altri componenti veniva prima verificata e poi avrebbero provveduto direttamente i padri salesiani,  confermando di essere sempre loro gli  amministratori  dei 
fondi degli sponsor .

Ho cercato di capire quanti ragazzi erano ospiti della missione e mi è parso di poter 
contare circa un centinaio di materassini da campeggio distribuiti in tre o quattro camerate.
 

La missione è però  frequentata  anche dai ragazzi del villaggio che hanno genitori e casa 
propria
mentre eravamo ancora nel centro affluivano  
ragazzi che stavano uscendo dalla 
scuola, credo pubblica, che 
si trovava a tre-quattro-
cento metri  dal  centro  
ed  è  frequentata  da  
maschietti  e femminucce   
con  un’età fino a dodici,  
tredici anni. 
Le  femminucce  però non 
entravano nel Centro e mi 
è stato  detto  che c’era 
nei pressi  anche  una mis-
sione di suore che accoglie-
va delle bambine. 
Ho approfondito, per quan-
to possibile,  in un dialogo 
con il traduttore, un pò la conoscenza  di  padre
Antony  e  sono venuto a 
sapere della sua laurea in 
legge; questo spiega la sua 
opera di intercessione presso le autorità per  ottenere  aiuti e attenzione verso gli abitanti 
delle Jawadhi in senso sociale per far si che questa popolazione
di  circa  500.000  abitanti, 
sparsi nel territorio  boscoso e  poveramente  agricolo,   possa  sopravvivere  senza dover 
emigrare abbandonando le famiglie e i figli.

           Le rimesse  degli  emigranti  portano un  qualche  beneficio,  e lo si può  notare  dalle 
casette nuove in muratura tutte colorate che spiccano tra le capanne di fango e paglia, ma 
non risolvono il problema della continuità di sostentamento nel villaggio se manca il lavoro 
e la terra è così
avara: questa è la ragione per cui si batte padre Antony. La sua opera con-
siste essenzialmente nel fare in modo che gli uomini di queste  famiglie  abbiano la possibi-
lità di restare nel loro territorio, trovandovi lavoro e sostentamento senza dover lasciare la 
loro terra e per far questo:

 

-     combatte sul fronte delle concessioni governative per lo sfruttamento intensivo dei 
boschi di sandalo che depaupera il territorio e toglie possibilità di lavoro all’artigia-
nato del legno;

-       promuove nuove soluzioni agricole per ottenere maggiori risultati da una terra che 
per la carenza d’acqua dà magri risultati;

-       promuove attività agricole alternative, come la coltivazione intensiva di piante da 
frutto e spezie o essenze pregiate di legno; soluzioni che possano creare alternati-
ve più remunerative ai contadini che fino ad oggi, con immense fatiche per la caren-
za d’acqua,  basavano il loro  sostentamento  solo sul riso o la canna da zucchero 
con scarsi risultati rispetto alle stesse  coltivazioni  fatte nella pianura sottostante all’altipiano, rigogliose e molto produttive
.

 

Inoltre il fatto che in molte famiglie siano costretti ad emigrare sia il padre che la madre 
esisteva ed ancora esiste l’abbandono dei figli che si devono arrangiare da soli con il risul-
tato di trascurare se stessi e soprattutto la scuola
;    per  questo  padre  Antony  e  padre 
Andrews si fanno carico di accoglierli in missione o aiutarli
per fare in modo che possano 
frequentare la
scuola e ottenere quell’aiuto e sostegno per non farli sentire abbandonati e 
diversi dai loro coetanei.

E’ un’opera di carattere sociale molto impegnativa che tende anche ad annullare il sorgere 
di estremismi “maoisti” come li definisce padre Antony che per disagio sociale e disinteres-
se politico in molte zone del paese  stanno  attecchendo e  spargono  violenze e odio tra la
popolazione distruggendo nel tessuto sociale  quella  tolleranza  tipica  della  popolazione 
indiana, creando ancora più danni e miserie alla  popolazione stessa facendola  vivere nel-
l’odio e nella violenza.

La battaglia contro l’indifferenza  delle  autorità e contro la corruzione politica,  è sull’affermazione dei diritti sanciti dalla legge; ed ecco la grande utilità della preparazione legislativa di padre Antony, il quale,  come  tutte  le  persone che sanno di giustizia e per il 
ruolo che gli impone la sua fede, è dalla parte dei poveri. Per questo non deve essere molto 
ben visto dagli interlocutori politici e dagli
intrallazzatori di professione;   a questa conclu-
sione è arrivata  anche la guida che ci  accompagnava  apparendo ammirato e sorpreso da 
tanta dedizione e umanità nell’opera di questi uomini soli contro le ingiustizie e la miseria.

Abbiamo proseguito la visita al Centro: alcune aule, povere nell’arredo vengono 
usate per lezioni a persone 
grandi,   infatti vi abbiamo 
trovato ragazze già adulte, 
altre aule erano vuote sup-
pongo,  ma non  ho potuto 
verificarlo,  vengono usate 
per fare lezioni di recupero 
anche a ragazzi che si avvi-
cinano alla scuola in ritardo. Abbiamo  visto,   in  un‘ala 
retrostante  l’edificio  prin-
cipale,  una  aula con  una 
serie    di    vecchissimi 
computer  dove  vengono 
tenute  lezioni  d’informa-
tica e forse di elettronica, 
ma non ho potuto approfondire;  infine ho visitato alcune camerate dove alloggiano i ragaz-
zi ospiti del Centro, pulite,  ma estremamente povere di arredo,  dove in file ordinate giace-
vano sul pavimento dei materassini avvolti sulle coperte. 
Mi  diceva  padre  Andrews  
c
he le pulizie e l’ordine era 
tenuto dai ragazzi stessi.

            Tornando verso  l’in-
gresso  abbiamo  visto  una 
stanza adibita a piccola cap-
pella  dove  i  padri  fanno le 
loro funzioni di sacerdoti, di 
fronte  si  apre   l’ufficio  del 
direttore del Centro; nell’in-
gresso   campeggiavano   i 
ritratti di padre Codello con 
il suo bel  faccione  di conta-
dino friulano, della fondatrice 
del Centro,   originaria di Val-
dobiadene, e don Bosco. 
Il resto del complesso non l’abbiamo visto,   perché si stava  facendo  tardi e padre Antony 
era smanioso di farci vedere, prima che ce ne andassimo, anche il Centro che ora lui stesso 
dirigeva, avendo lasciato la responsabilità di questo a padre Andrews. 
            Dopo aver salutato e fotografato i ragazzi  festosi ci siamo diretti verso il pulman per raggiungere l’altro Centro che si trovava sulla strada del nostro ritorno; con la guida di padre 
Antony,   che ci accompagnava sul pulman,
  abbiamo  nuovamente  attraversato il villaggio a 
ritroso in mezzo alla curiosità della gente ed ai saluti dei bambini.  Attraversando il villaggio 
il padre ci indica un edificio a due piani dove sono  ospitate  le  ragazze che  si trovano nelle 
stesse condizioni di abbandono dei maschietti ed  è  gestito  dalle suore;   alcune ragazze ve-
dendoci rallentare per un attimo si sbracciano per salutarci. Proseguiamo,   e lungo la strada 
chiedo a  padre Antony  del laghetto  che aveva fatto  scavare padre Codello   
[n.d.r.: vedi
GLI ISPIRATORI-La Figura di p. Codello
],
  mi indica con un gesto  una località   nei pressi del villaggio dove però 
non andremo per mancanza di tempo e non mi è dato modo di sapere se funziona ancora. 
Padre Antony ritiene sia  più importante che vedessimo l’opera che lui sta seguendo
.

 

            Dopo circa un quarto d’ora,  deviando  dalla strada  principale  di poche  centinaia di 
metri, raggiungiamo degli edifici a un solo piano sotto l’ombra di grandi alberi. 
Siamo festeggiati da una trentina di bambini e bambine sorridenti e ritrosi che si raccolgono 
attorno a noi insieme ad una donna in sahari che ci viene presentata come aiutante di padre 
Antony con il compito di seguire  i  bambini più piccoli;   entriamo  nel  corpo  principale  del 
Centro e ci troviamo in un bellissimo giardino ombreggiato da palme da cocco banani ed altri 
alberi.    
Sotto questi alberi sono depo-
sitate in bell’ordine migliaia 
di piantine avvolte in un invo-
lucro  contenete  un  pò  di
terra:   queste rappresentano l’orgoglio di padre Antony che 
comincia  a  descriverle  ed  a 
elencare i loro nomi e proprie-
tà da perfetto agronomo. 
Ci spiega anche che l’iniziati-
va di diventare vivaisti nasce 
dal fatto  che  sul  mercato le 
piantine  costavano  60 rupie 
cad., producendole in proprio 
gli sono venute a costare 30 
rupie.
Poiché l’ora era ormai tarda, non abbiamo potuto visitare l’edificio e le casette dove 
vivevano i bambini.    
Erano più piccoli di quelli dell’altro  Centro e  stavano  giocando sotto il  piccolo  portico d’in-
gresso; ritengo, con una conta visiva, che vi fossero ospitati in un numero maggiore di trenta.

 E’ purtroppo l’ora di partire; 
sono già le 17:30  passate,  ci 
aspetta  una strada  difficolto-
sa e qui la notte cala  improv-visamente.   Salutiamo con un 
certo dispiacere padre Antony 
e padre Andrews, che ci aveva raggiunti  nel  frattempo,  scu-
sandoci per il poco tempo loro 
dedicato, a loro volta ci ringra-
ziano e  raccomandano  di por-
tare  i  loro  saluti  a  tutto  il 
gruppo  "Liguria  per  la  Vita"
con un invito a non dimenticarli.       
Partiamo salutati dalle manine dei bambini che si erano raccolti attorno ai due salesiani. 

 Avrei voluto fare di più,  riprendere di più,  chiedere di più, ma non è stato possibile, 
ci sono ancora tre ore di viaggio; le persone che mi accompagnano sono rimaste ben impres-
sionate da quanto avevano visto, anche perché molte di loro non erano nuove ad esperienze 
di questo genere nelle loro regioni di provenienza,  e la loro  soddisfazione  per essere stati 
partecipi mi appagava.  Ma quello che più  mi ha  reso  contento  di questa visita,  è stata la 
frase pronunciata da Kishan,  la nostra giuda,  personaggio al di fuori dei sentimentalismi e 
con vincoli religiosi decisamente diversi: “sono proprio bravi”, riferendosi all’opera  dei padri Salesiani.

 

            


... li possiamo dimenticare? ...

 

 

  [vai a: COPERTINA]

                                         KHRISHNARAJPETE

      

             I villaggi che scorrono davanti ai nostri occhi danno un'immagine di se vivace per i colori, ma sicuramente dignitosa e meno povera di quanto visto alle Jawadhi; anzi un certo benessere si evidenzia nelle villette agricole circondate da piantagioni di palme da cocco e dalle grandi esten-sioni di campi di canna e riso.  Nei campi lavorano ancora i buoi che tirano gli aratri immersi nella acqua delle risaie, mentre accanto altri appezzamenti sono verdeggianti di riso già cresciuto ed in fase di maturazione.      Non mancano però,  nelle risaie già mature,  le trebbiatrici  meccaniche che  falciano e  trebbiano il riso  contemporaneamente lasciando dietro di se mucchi continui di paglia;  spesso incontriamo anche trattori che trainano vomeri meccanici, o carri gommati carichi di canna da zucchero. 

            Si,  qui  l’agricoltura si è  meccanizzata,  anche se non  ancora  in  modo prevalente; 
ancora la forza motrice dei contadini sono i buoi o le mucche che, regine della strada
come dappertutto in India,  indifferenti pascolano nei margini delle strade o nei campi ponendosi 
di traverso al traffico  abbastanza  sostenuto se  gli gira di  attraversare la strada,  creando 
così dei pericolosi zig-zag dagli indemoniati e strombazzanti mezzi che sempre più numerosi
affollano le vie di comunicazione.
 
              Il fatto di vedere piantumazione, crescita e mietitura del riso nella stessa stagione, suggerisce più raccolti in un anno; infatti qui l’agricoltura è più produttiva e ricca e lo si vede 
nel benessere che si manifesta nei villaggi dove, in mezzo alle ancora molte case di fango e 
paglia,   sono numerose le case in mattoni ben  intonacate e dipinte a vivaci colori,   ma non 
solo: più intenso è il traffico di macchine nuove; molte sono parcheggiate davanti alle piccole 
case. Sulle strade le motociclette rappresentano la maggior percentuale di mezzi di trasporto, 
le biciclette sono una  percentuale molto più bassa e sono molto meno di trent’anni fa. 
            Ma sorprende vedere piazzate sui tetti, anche di case con il tetto di paglia,
le antenne satellitari e camminare, tra le bancarelle del mercato locale,  donne dal portamento elegante 
nel loro sahari  con il telefonino all’orecchio. Intendiamoci non voglio dire con questo che non 
si vedono i segni di una  povertà  ancora diffusa e i tanti  bambini che giocano  sulla strada o 
nei  cortili di povere case  sommariamente  vestiti o seminudi lo  testimoniano
,  ma si nota un 
deciso miglioramento generale che un tempo in campagna non c’era e soprattutto,  a diffe-
renza delle Jawadhi dove i campi sono asfittici e non estesi ed il verde intenso è solo qualche 
macchia in mezzo al secco diffuso, qui la natura è più rigogliosa e prorompente;  l’immagine 
dei palmeti che si rispecchiano nell’acqua delle risaie, il biondo del riso già maturo,  il  verde 
intenso del riso in crescita e delle canne da zucchero, i bananeti con i caschi carichi di bana-
ne verdi, danno un’ immagine di  abbondanza  che si rispecchia  anche nei villaggi  ed  ogni 
colpo d’occhio è una cartolina.

            Questo ora è l’ambiente che accoglie il Centro fondato da suor Carolina circa ventanni
fa.   
Naturalmente  allora  non era così e il  primo  rifugio della suora fu una casa in affitto per
cominciare, e non c’era altro.

            Entriamo nel  Centro con il pulman; è collocato a fianco della strada appena fuori dal 
villaggio e non vedo bambini in giro ad eccezione di un gruppo di ragazzi davanti la scuola. Nell’ingresso sorgono due grandi edifici,
  che poi ci sarà spiegato,  sono le scuole private del 
Centro; separato dalle scuole con una siepe di alberi ma senza barriere per l’accesso si apre 
un vasto cortile assolato  circondato  da alberi,
  in fondo al grande piazzale  s’intravvedono 
edifici a un piano ombreggiati da grandi  alberi e a lato l’edificio  principale  dell’
Ashirwad, 
Sisters Of Charity Center.

            L’edificio principale è a un piano, con l’ingresso principale preceduto da un bel giardi-
no con aiuole coloratissime di fiori e ben curato;  il pulman  si ferma davanti  al giardino,  le 
suore sono schierate ad accoglierci: una è vestita di bianco con la veste e la cuffia tradizio-
nale è la superiora, suor Ida D’almeida; le altre quattro o cinque sono vestite con un sahari 
color tortora che poi ci rivelano è la loro veste d’ordinanza indiana.

           Suor Ida con un sorriso gentile, occhi intelligenti e fare composto mi accoglie intuendo 
la mia identità; le presento mia moglie,  la  guida,  e  tutta  la compagnia.  Una suora giovane 
ci accoglie ponendoci  una collana  al  collo  in segno  di benvenuto  poi  veniamo  invitati  ad 
entrare nell’edificio.
 


                             il benvenuto alla missione di Khrisharajpete

L’ambiente è lindo e lucido,  ci fanno percorrere un corridoio,  costituito  da  una loggia  vetra-
ta coperta che da sul giardino su descritto e mette in comunicazione parecchie stanze, fino ad accompagnarci  in una sala che  sicuramente è il refettorio  delle suore in fondo  al quale c’è la 
cucina; tutto splende di pulizia, si vede la mano delle donne. 
In effetti la  stessa  lucentezza  dei  pavimenti l’ordine,  la mancanza di polvere,  la maggiore accuratezza del mobilio,   non la si poteva  riscontrare  nel   Centro don Bosco delle  Jawadhi  
gestito da soli due  uomini e  tanti ragazzi, come anche il giardino che lo circondava era lascia-
to più spontaneo.   
            Questo Centro mi fa tornare alla  mente  Ullal,  con la stessa pulizia,  lo stesso  ordine 
la stessa  meticolosa precisione in tutte le cose:  è evidente la stessa mano e la stessa impo-
stazione organizzativa di suor Carolina.    
La sala refettorio ha i tavoli  imbanditi  con frutta, 
banane fritte, dolci, te, caffè,  latte e acqua,  con i piatti e le posate ben allineati;  è il benve-
nuto delle suore,  il loro modo di esprimere il piacere della nostra visita .

                       









L'accogliente
refettorio
Al centro, sulla parete, la foto
di suor Carolina 



Facciamo un  applauso  alla loro  accoglienza e ci sediamo  per onorare  la loro tavola, anche se avevamo fatto colazione due ore e mezza prima.   
Mi apparto in un tavolo separato con 
suor Ida,  mia moglie,  la guida e una suora più  anziana  con gli  occhiali,  molto disinvolta  e 
simpatica, di cui non ho in memoria il nome: aveva tanti ricordi di suor Carolina; volevo poter 
dialogare un po’ con suor Ida.

            Le ho donato il libro illustrato di Genova,  uguale a quelli lasciati  a don Antony,   due 
biografie di suor Carolina e una busta con 650 Euro raccolti  dai compagni di viaggio  che si 
sono ulteriormente dimostrati generosi.          
Poi sono passato alle domande, anche se mi  
sembrava  di essere un pò invadente e indagatore, per cercare di capire come gestivano il 
Centro e i soldi che inviavamo, sempre aiutato dalla traduzione di Kishan la nostra guida.

Suor Ida sempre con il suo dolce sorriso  mi ha confermato che i soldi dei bambini sponsoriz-
zati non venivano dati alle famiglie,   ma venivano accantonati  per gli studi dei bambini e se 
in famiglia altri fratelli si fossero trovati in necessità li avrebbero aiutati  estendo comunque 
sempre loro i soldi.

            Ho chiesto se c’erano altre associazioni che contribuivano alle sponsorizzazioni oltre 
"Liguria per la Vita" e mi ha risposto affermativamente.

Mi ha rivelato che le loro scuole  portano i  ragazzi  fino al liceo e sono  frequentate da circa 
1500 studenti.      Non pagano la retta solo i figli delle famiglie povere e la scuola è molto fre-
quentata anche dai figli delle famiglie benestanti.

Nessuno dei ragazzi è ospite della Missione, vivono tutti con le loro famiglie.

Ho chiesto chi fossero gli insegnanti dell’istituto, mi ha risposto che la maggior parte sono le 
suore coadiuvate da esterno.

Ho chiesto notizie di  padre Michele e della sua parrocchia  e mi ha confermato che è sempre 
lui il parroco, e che poi l’avremmo incontrato.

La suora con gli occhiali,  si è avvicinata tutta contenta perché aveva scoperto nella biogra-
fia di suor Carolina una sua fotografia con la suora insieme a suor Ida e me l’ha mostrata.

            Ho rivelato a suor Ida che ventinove anni prima avevamo avuto in adozione una figlia 
da suor Carolina e che ora aveva trent’anni ed era arrivata a laurearsi in biologia: “come me”;
ha risposto tutta contenta.  Per associazione ho chiesto se aveva notizie di Ullal e mi ha con-
fermato, sorprendendomi, che ci sono ancora i bambini nella missione e che il Centro è attrez-
zato con un ospedale; immagino fosse quello da me visto trent’anni fa, magari migliorato. 
Non sono riuscito a capire se c’è ancora la dottoressa Bina Lobo e mi ha confermato che suor 
Rosarita è superiora in una missione di cui non ho capito il nome.

            Ho chiesto delle casette che avevamo finanziato nei primi tempi con suor Carolina e mi
ha risposto che si potevano vedere, volendo, in una località li vicino.          
Il tempo purtroppo passava rapidamente; ho chiesto di fare un giro per riprendere dei video del Centro e la suora
è stata ben lieta di accompagnarci e illustrarci quello che vedevamo, spiegandomi che li nessu-
no era mai venuto a fare visita,  forse non  sapeva che  Valerio Antipode  con  Andrea Crivelli, 
credo, c’erano stati ancora quando la suora viveva in quella prima famosa casa in affitto.

            Usciamo dall’edificio centrale e percorrendo il grande piazzale,  sotto un sole cocente, 
ma non fastidioso, suor Ida ci porta a vedere gli edifici in fondo al grande cortile  in terra bat-
tuta, che sono adibiti a scuola materna ed elementare; sono protetti da grandi alberi ombrosi, 
davanti agli edfici c’è un campo giochi per i piccoli ben attrezzato.

            Proseguiamo nel piazzale tenendoci possibilmente all’ombra degli alberi e così facendo
ci accostiamo ad una recinzione che divide il Centro dagli edifici dell’oratorio di proprietà della parrocchia, diverse piccole costruzioni ad un piano dietro la chiesa,  anch’essi all’ombra degli 
alberi. Davanti a questi edifici ci sono seduti dei ragazzi e delle ragazze che stanno studiando,
come ci vedono si avvicinano per salutarci e salutare la suora; ci spiega che sono ragazzi che
stanno preparando gli esami di terza media e cominceranno fra pochi giorni. La risposta mi da 
modo di incalzare con una domanda che da un po’ volevo fare:   come si spiegava il fatto che
non vedevo bambini in giro?   Era molto semplice: essendo domenica erano tutti a casa, salvo 
una cinquantina di ragazzi che si stavano preparando per gli esami come detto prima.

            Percorrendo il perimetro del piazzale fino all’ingresso,  ci troviamo sulla destra la fac-
ciata della chiesa parrocchiale, è un edificio alto e semplice con il tetto a due falde.  
Entriamo 
per una visita;  l’interno è semplice  con  i quadri della passione di Cristo  sulle pareti perime-
trali,    l’altare
nel  presbiterio  
sopraelevato di
alcuni gradini e
rivolto ai fedeli  secondo i cano-
ni della  liturgia moderna.  

Qualcuno  del 
gruppo illustra
a Kishan, la no-
stra  guida,  i 
quadri   della 
Via Crucis ed 
il significato 
del sacrificio. 
La  cosa non
è  una forza-
tura  perché 
lui stesso con curiosità chiede spiegazioni.  Intanto ci raggiunge padre Michele che salutiamo;
evidentemente sapeva del nostro arrivo,  ma non si era fatto  vedere dalle  suore:  probabil-
mente la sua influenza di un tempo si era allentata.

            Ritornati nella proprietà del Centro Aschirwad, come dicevo, all’inizio del grande cortile
ci sono due grandi edifici, uno a due piani e uno a tre piani; ci introduciamo nel primo accolti da
ragazzi e ragazze sorridenti, molti con i libri in mano, ci accompagnano festosi in una delle aule
dove altri coetanei erano seduti nei banchi a leggere e studiare.    La lavagna era piena di for-
mule e dopo aver augurato un  “in bocca al lupo”  e fatto alcune foto insieme ci siamo salutati 
per salire al secondo piano della scuola.       Qui abbiamo visto le restanti  aule vuote e ordina-
tissime con sui banchi segnato
a gesso dei numeri che corrispondevano ai rispettivi alunni per
lo svolgimento dell’esame;  il concetto spiega  suor Ida è quello di sparigliare le coppie  che  si 
formano durante l’anno per delle prove serie e senza copiature,  ma a me scappa  un  sorriso 
condiviso candidamente dal sorriso della suora.  Ecco perché il gruppo di studenti era ammas-
sato in una sola aula e lungo  il portico del cortile:  le altre aule erano già  predisposte  per  le 
prove d’esame; sulle lavagne erano scritte delle indicazioni in indu.

            Passiamo infine a far visita al secondo e più grande edificio dove nell’ingresso ci sono
appese ai muri le foto di diversi benefattori,  mi è parso tutti indiani.      Un lungo corridoio dà 
l’accesso alle aule e tutte sono predisposte per le prove d’esame. In un aula sono disposti in bell’ordine sui tavoli diversi computer, sicuramente più recenti di quelli visti alle Jawadhi,  ma
non certamente moderni, sono comunque tutti ben protetti con una copertina di plastica. 

Sulla lavagna sono scritte in 
inglese le norme da rispetta-
re per l’accesso e l’uso delle apparecchiature:  mi sto fa-
cendo  l’idea  che  le   suore 
siano  piuttosto  severe  e 
pretendano l’ordine.

   Passiamo agli altri piani  e riscontriamo lo stesso ordi-
ne e pulizia e  tutte  le  aule 
sono  predisposte  per  gli 
esami.   Sul  corridoio all’ar-
rivo della scala c’è appesa 
una lavagna con disegnato 
a gesso colorato un curioso
schema suddiviso in colonne e righe con su riportato dei numeri e delle scritte in indu. 
Chiediamo spiegazioni; la suora ci spiega che gli studenti sono divisi per caste e classi e il ta-
bellone serve per riconoscere  gli  ammessi agli esami  e  probabilmente anche per i risultati, 
ma non sono riuscito a capire altro perché ci stavamo muovendo con una certa celerità visto
che il tempo volava. 
Infine siamo saliti all’ultimo piano dove, esteso quanto la lunghezza e la larghezza dell’edifi-
cio, si apriva l’auditorium sulla cui testata d’ingresso e vicino alle scale si ergeva il palco. 
Il tetto copriva direttamente tutto il grande locale e la copertura,  che mi è  parsa in eternit, 
non mitigava granchè gli effetti del sole, ma penso che a loro, abituati a queste temperature, 
la cosa non li disturbasse per niente.

            Avevamo finito il giro ed erano già passate due ore e mezza dal nostro arrivo;  dove-
vamo continuare con il nostro programma.  A malincuore ho rinunciato a far visita alle caset-
te,  ci siamo raccolti tutti davanti l’edificio  principale  dove le suore si erano  radunate  per 
salutarci, ho ringraziato per l’accoglienza scusandomi per la nostra premura e per non aver
potuto dedicare più tempo.  Suor Ida con un po’ di emozione ed il suo solito sorriso ci ha rin-
graziati e ha chiesto di portare i loro saluti in Italia al gruppo Liguria per la Vita ringraziando 
per quanto facevamo.

            Molte le domande non risolte, e le riprese mancate,  ma abbiamo fatto quanto possi-
bile; se restano delle domande si possono sempre formulare via mail per avere delle risposte.
Le visite sono state comunque utili e con esse abbiamo un idea più concreta dei luoghi e delle
opere che portano avanti questi religiosi.
            Speriamo che la  nostra relazione  sia  esaurientemente  illustrativa  e trasmetta una
idea chiara di quanto è venuto a nostra conoscenza e abbiamo visto.

            Seguirà in futuro un filmato delle cose che siamo riusciti a riprendere.


                                                                       Franco e Flora Jus 

Genova, 06 Aprile 2011

 


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 RENDICONTO 5 per mille

Riassumiamo in cifre l'ammontare  del 5‰ delle devoluzioni
 
Anno dichiaraz.
(anno redditi)

devoluti
N. ro
donatori
Data
incasso
Destinazione
2006 (2005) 1713,74 21 16/09/2008 - Talita Kum (Tchad)
2007 (2006) 2073,45 n. p. 21/12/2009 - Talita Kum (Tchad)
2008 (2007) 2479,93 n. p. 21/12/2010 - Talita Kum (Tchad) - 2000€
   (vedi Assemblea 2011)
2009 (2008) 2147,21 41 27/09/2011 - Talita Kum (Tchad); 2000€ per     scuola Bologo
- India; 147,21€ per Fr. Francis
(vedi Assemblea 2012)
2010 (2009) 1383,14 42 23/11/2012 - Talita Kum (Tchad); 1200€ per     scuola Bologo
- Da destinare 183,14€

  (vedi Assemblea 2013)
2011 (2010)        
2012 (2011) 1318,11      
2013 (2012) 1037,00      
2014 (2013) 1154,31 38 21/04/2016 - Talita Kum (Tchad) 1200€
  (vedi Assemblea 2016)
2015 (2014) 860,13 30 agosto 2017 - Talita Kum (Tchad)
2016 (2015) 771,97 28 da incassare  

                    
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 VERBALI ASSEMBLEE
 


Assemblea 2017
 
Verbale dell'Assemblea Generale Ordinaria 2017
dell'Associazione Liguria per la Vita onlus
svoltasi il 9 marzo 2018 in Arenzano, Piazza Golgi 25, in seconda convocazione.

 
Alle ore 21 inizia la riunione annuale.
 
Assume la presidenza Mirna Giannusa, segretario viene indicato Ambrogio Rampoldi.
Sono presenti di persona Mirna Giannusa, Aldo Levi, Santo Carlini, Bruno Vello, Fiorella Dondè e Ambrogio Rampoldi; la Presidente dichiara validamente costituita l'Assemblea Ordinaria per le seguenti delibere all'ordine del giorno:

 
1- bilancio 2017 e previsione 2018
2- decisioni operative 2018
3- varie ed eventuali.
 
 
Al primo punto la discussione ed approvazione del bilancio dell'esercizio 2017 e del bilancio preventivo 2018. Il Segretario Economo li illustra brevemente leggendo anche la relativa relazione annuale, poi si passa alla -breve- discussione ed all'approvazione, che viene data all'unanimità dei presenti, separatamente per ciascun documento.
Il Segretario raccomanda ancora fra i nostri amici e conoscenti la diffusione della nostra attività ai fini della raccolta del maggior numero possibile di adesioni per il 5‰.
A questo scopo Santo Carlini s'impegna a seguire ed aggiornare anche quest'anno il nostro sito web.

Successivamente vengono fornite alcune notizie sull'andamento dell'iniziativa in Ciad e su nuove iniziative di Padre Marco Vailati (scuola, attività artigianali...).

Si passa poi all'esame delle nuove nostre iniziative e delle prospettive per il 2018, per le quali sarà necessario fare il punto prima della fine dell'esercizio in corso, per decidere il seguito della nostra associazione.

Sul finire si riconferma come unica beneficiaria dei nostri aiuti l'iniziativa ciadiana.
 
Alle 22,30 finisce l'assemblea per esaurimento degli argomenti e la Presidente ringrazia e saluta gli intervenuti e dichiara sciolta la riunione..
 
         M.Giannusa                                   A.Rampoldi              
Mirna Giannusa (Presidente)                  Ambrogio Rampoldi (segretario)

 
 
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  ARCHIVIO 
 
VERBALI ASSEMBLEE
 

Verbale della

            Assemblea Generale Ordinaria dei Soci relativa all'esercizio 2016

   tenuta il 10 aprile 2017 alle ore 21 in Arenzano, via Golgi 25 presso l'abitazione del Segretario

 

Sono presenti di persona i soci Mirna Giannusa (Presidente), Bruno Vello, Aldo Levi, Valerio Antipode, Maria Rossi, Fiorella Dondè, Santo Carlini e Ambrogio Rampoldi.

Assume la presidenza Mirna Giannusa, che chiama come segretario Ambrogio Rampoldi, constata la regolarità della convocazione e la presenza di un sufficiente numero di soci per le delibere di assemblea ordinaria ed apre la seduta che ha all'ordine del giorno i seguenti punti:

- discussione e delibere sul bilancio 2016 e preventivo 2017;
- nomina del nuovo Consiglio Direttivo essendo venuto a scadenza l'attuale;
- decisioni relative all'iniziativa del 5;
- varie ed eventuali.

Si apre pertanto la discussione sul primo punto. Ambrogio Rampoldi espone i dati di bilancio 2016 leggendo anche la nota a bilancio in calce ai dati sul libro cassa, chiedendo poi agli intervenuti se servono dettagli.

Sia il bilancio del 2016 che il preventivo 2017, letto ed illustrato subito dopo vengono messi ai voti ed approvati all'unanimità.

Si passa poi alla discussione del secondo punto: il Segretario e la Presidente propongono la nomina in Consiglio di Mirna Giannusa, Bruno Vello, Ambrogio Rampoldi, Santo Carlini, Valerio Antipode, Aldo Levi (gli stessi del precedente Consiglio) e come sindaci Andrea Crivelli (Presidente), Maria Rossi e Fiorella Dondè.

Per quanto riguarda il 5 il dibattito è semplice, si deve decidere se l'Associazione deve o meno continuare l'ammissione all'iniziativa. Il dubbio è sul futuro della nostra onlus, ma comunque passa l'orientamento favorevole ad aderire anche nel 2017. Se al momento della assegnazione di una annualità noi avremo deciso di chiudere la nostra attività, basterà comunicarlo a chi di competenza ed i fondi destinati non andranno persi ma semplicemente ripartiti fra gli altri enti beneficiari in tale anno. Anche qui decisione unanime.

Il Segretario fornisce poi ampia relazioni sulle novità relative al 5.

Ambrogio Rampoldi, poi, collegandosi ai dati di bilancio, fa presente che avendo ridotto l'attività dopo il passaggio delle adozioni a distanza agli amici torinesi di New Life (ma qualche "sponsor" non ha ancora capito bene), con le quote dei soci abbastanza costanti e le spese per i bonifici ormai quasi nulli, si crea una liquidità non utilizzata e destinata ad incrementarsi (se pur di somme modeste) nel futuro. L'assemblea quindi decide di destinare tali somme, unitamente alle somme destinate specificatamente, alla iniziativa di Talita Kum, in Ciad (ormai unico sbocco ai nostri aiuti). Starà al Segretario stabilire e trattenere quanto serve per il semplice andamento ordinario di "Liguria per la Vita".

Collegandosi poi all'ultimo punto si discute ancora una volta se sia il caso di porre o meno in liquidazione “Liguria per la vita” visto che l'attività si è molto ridotta. Prevale, praticamente quasi senza dibattito, la decisione di continuare per ora, cercando di farsi promotori, com'è già successo in passato, di qualche attività rivolta al Ciad o ad altri Paesi. Eventualmente si potrà decidere in qualsiasi momento la fine, ove non si riuscisse a "rivitalizzare" l'attività.

Segue una breve discussione informativa fra il Segretario ed i soci sulla utilità di esaminare modifiche al nostro sito per renderlo migliore, ma soprattutto per affiancare, se riusciremo ad averne, nuove iniziative.

Alle ore 22 circa, essendosi esaurita la discussione, il Presidente dichiara conclusa la seduta.

 

         IL SEGRETARIO                                 IL PRESIDENTE

         A.Rampoldi                         M.Giannusa


 

  Verbale della

            Assemblea Generale Ordinaria dei Soci relativa all'esercizio 2015

   tenuta il 9 aprile 2016 alle ore 2,30 in Arenzano, via Golgi 25 presso l'abitazione del Segretario

Sono presenti di persona i soci Mirna Giannusa (Presidente), Bruno Vello, Aldo Levi, Valerio Antipode, Maria Rossi, Fiorella Dondè, Santo Carlini e Ambrogio Rampoldi e per delega i soci Andrea Crivelli, Natalia Vello e Mirella Cataldo. 
Assume la presidenza Mirna Giannusa, che chiama come segretario Ambrogio Rampoldi, Constatata la regolarità della convocazione e la presenza di un sufficiente numero di soci sia per le delibere di assemblea ordinaria che di straordinaria si apre la seduta che ha all'ordine del giorno i seguenti punti: 
 
 - per la parte ordinaria 
  1. discussione e delibere sul bilancio 2015 e preventivo 2016; -
  2. integrazione del Consiglio a seguito delle dimissioni del socio Franco Ius ; 
  3. decisioni sul 5 (sia quelli in corso che per il nuovo del 2016 
  4. eventuale destinazione della liquidità in cassa 
  5. varie ed eventuali. 
 
 - per la parte straordinaria -
  1.discussione sul futuro della onlus (eventuale decisione di liquidazione della stessa); 
  2. decisioni sul mantenimento dei conti correnti bancario e postale fino a fine 2016 o meno.

Si apre pertanto la discussione sul primo punto. Ambrogio Rampoldi espone gli scarni dati di bilancio 2015 leggendo anche la nota a bilancio in calce ai dati sul libro cassa, chiedendo poi agli intervenuti se servono dettagli. Sia il bilancio del 2015 che il preventivo 2016 vengono messi ai voti ed approvati all'unanimità.

Il Segretario stesso informa poi, ed esibisce, le lettere con cui i soci Franco Ius e Flora Lavezzo rassegnano le loro irrevocabili dimissioni. L'Assemblea ne prende atto e, dopo breve discussione, nomina Consigliere al posto di Ius, all'unanimità, il Socio Aldo Levi, che accetta.

Si passa poi alla discussione sul 5: il dibattito è semplice, si deve decidere se l'Associazione deve o meno chiedere l'ammissione all'iniziativa. Il dubbio è sul futuro della nostra onlus, ma comunque passa l'orientamento favorevole ad aderire anche nel 2016. Se al momento della assegnazione (presumibilmente nel 2018) avremo deciso di chiudere la nostra attività, i fondi destinati non andranno persi ma semplicemente ripartiti fra gli altri beneficiari.

Ambrogio Rampoldi, collegandosi ai dati di bilancio, fa presente che avendo ridotto l'attività dopo la “cessione” delle adozioni a distanza, con le quote dei soci abbastanza costanti e le spese per i bonifici in India (i più costosi) ormai nulli, si è creata una liquidità di circa 1200 euro non utilizzata e destinata ad incrementarsi (se pur di somme modeste) nel futuro. L'assemblea quindi decide di destinare tale somma, unitamente alle somme destinate specificatamente, alla iniziativa di Talita Kum, in Ciad (ormai unico sbocco alle nostre offerte).

Collegandosi ai due ultimi punti della discussione della parte ordinaria, si passa agli argomenti di “straordinaria”, cioè se sia il caso di porre o meno in liquidazione “Liguria per la vita” visto che l'attività si è molto ridotta. Prevale, praticamente quasi senza dibattito, la decisione di continuare per ora, eventualmente si potrà decidere in qualsiasi momento la fine, dato che ad un minore “lavoro” corrisponde anche un “minor impegno” da parte nostra. E' poi necessario affiancare almeno fino a fine 2016 gli amici di “New Life” perché alcuni sponsor non hanno recepito il cambio e continuano a versare sui nostri conti le quote delle adozioni, che noi poi giriamo conte-stualmente a Torino, ma che probabilmente verrebbero perse senza il nostro affiancamento.

Praticamente derivata da queste considerazioni la necessità di mantenere in essere sia il conto postale che il conto bancario, di cui si parlerà alla prossima Assemblea.

Segue una breve discussione informativa fra il Segretario ed i soci sulla utilità di esaminare modifiche al nostro sito per renderlo migliore ma soprattutto per studiare eventuali forme di “crownfunding”, secondo i tecnici del CELIVO possibili, che potrebbero finanziarci. A tale scopo Ambrogio Rampoldi girerà a Carlini e Vello – e a chi altro fosse interessato – le dispense del corso seguito appunto al Celivo.

Alle ore 22 circa, essendosi esaurita la discussione, il Presidente dichiara conclusa la seduta.

IL SEGRETARIO (A.Rampoldi)                          IL PRESIDENTE (M.Giannusa)

 

                                                  [torna a: COPERTINA]


                                                            Verbale della

            Assemblea Generale Ordinaria dei Soci relativa all'esercizio 2014

   tenuta il 20 febbraio 2015 alle ore 21 presso l'Istituto Don Bosco di Genova Sampierdarena

Si è oggi riunita alle ore 21 l'Assemblea dei Soci avente all'ordine del giorno i seguenti punti:

1-discussione e votazione dei bilanci consuntivi 2014 e preventivo 2015; 

 2-andamento delle trattative per la cessione delle adozioni a distanza; 

 3-destinazione del 5xmille ricevuto a fine 2014; 

 4-continuazione o meno dell'attività sociale; 5-varie ed eventuali.

Sono presenti di persona i soci Mirna Giannusa (Presidente), Aldo Levi, Valerio Antipode, Maria Rossi, Bruno Vello, Fiorella Dondè e Ambrogio Rampoldi, per delega il socio Santo Carlini.

La Presidente, constata che l'Assemblea è regolarmente costituita e dà inizio alla discussione sul punto 1 all'o.d.g. Il Segretario Ambrogio Rampoldi legge ed illustra i dati del consuntivo 2014, invita i presenti a intervenire per le necessarie delucidazioni, poi ne chiede l'approvazione, che viene concessa all'unanimità. Stessa sorte per il preventivo 2015, assai scarno. Approvato con voto unanime.

La Presidente legge poi il punto 2 e apre la discussione. Prende la parola Valerio Antipode, incaricato nell'Assemblea Straordinaria del 26 settembre 2014, che informa come abbia interpellato l'A.M.I. ma questa, gravata da problemi simili ai nostri, abbia declinato l'offerta, e come si sia successivamente rivolto a New Life - Nuova Vita di Torino, che al contrario si è detta disponibile a proseguire le nostre "adozioni a distanza". Naturalmente è stata richiesta la disponibilità dei benefattori, attraverso il bollettino di fine anno 2014, e si è provveduto a NON trasmettere i nominativi di chi non si è detto disponibile. Noi avevamo informato del buon esito delle trattative attraverso il bollettino, loro a loro volta con il foglio interno mentre faranno in questi giorni una comunicazione "ufficiale" ai nostri "versanti". L'accordo è stato condotto con Enrico Florio e Alberto Montaldo di New Life, con cui si è anche concordato il giro dei bonifici che inevitabilmente ci arriveranno ancora per le adozioni indiane, non ostante le comunicazioni suddette. L'Assemblea prende atto e approva.

Per i punti 3 e 4 dell'o.d.g., per il 5xmille ricevuto, l'Assemblea delibera quasi senza discussione l'invio dei fondi in Ciad. Per il futuro 5xmille, dopo breve discussione fra tutti i presenti, viene deciso, per l'anno 2015, di effettuare la consueta richiesta d'inserimento salvo poi, se la stessa dovesse riscuotere poco successo o noi decidessimo di chiudere la nostra Associazione, rinunciare alla riscossione degli importi destinatici. Alla prossima riunione (sia un Consiglio Direttivo o un'Assemblea Generale dei soci) decideremo se ed in qual modo ristrutturare e continuare oppure terminare la onlus.

Alle 22,30 null'altro venendo proposto alla voce "varie ed eventuali" la riunione viene sciolta.

                        Il Segretario                                                     La Presidente

                       Ambrogio Rampoldi                                       Mirna Giannusa                 

 
                                                            [torna a: COPERTINA]
 
 

Verbale della

Assemblea Generale Ordinaria dei Soci  per il 2013

tenuta il 28 febbraio 2014 alle ore 21 presso lo Star Hotel di Genova

 

Si è riunita in prima convocazione l’Assemblea, regolarmente convocata ai sensi dello statuto, nei locali messi a disposizione dal CELIVO presso lo Star Hotel di Genova Brignole avente all'o.d.g.:

1 – discussione del bilancio consuntivo 2013 e preventivo 2014;

2 – elezione del nuovo Consiglio d'Amministrazione della onlus;

3 – destinazione del 5 2011 ricevuto nel 2013 e di altri fondi;

4 – andamento degli aiuti in India ed in Ciad e discussione per eventuali nuove iniziative;

5 – Varie ed eventuali.

Sono presenti i soci Levi Aldo, Giannusa Mirna, Carlini Santo, Ius Franco e Rampoldi Ambrogio e, per delega, i soci Dondè Fiorella, Antipode Valerio, Rossi Maria, Lavezzo Flora e Andrea Crivelli.

Assume la Presidenza dell’Assemblea Giannusa ( Presidente della onlus ) che ne constata la validità essendo presente (di persona o per delega) la maggioranza dei Soci e nomina Segretario Rampoldi per la redazione del presente verbale.

Si inizia immediatamente con la discussione del primo punto.

Rampoldi presenta le cifre e da lettura delle note a bilancio consuntivo, poi presenta anche il preventivo per il 2014. Dopo alcuni chiarimenti in merito alle somme inviate il bilancio viene messo ai voti ed approvato all'unanimità dei presenti.

Si passa poi alla elezione del nuovo Consiglio essendo a scadenza l'attuale. Ius propone di ridurre il numero dei Consiglieri: non si può fare essendo previsto dallo statuto il minimo di cinque.

La discussione è breve poi, su proposta di Ius, che indica il semplice rinnovo del Consiglio uscente, si passa ai voti. All'unanimità viene approvata la proposta e quindi il Consiglio d'Amministrazione per il prossimo triennio è composto da:

 Mirna Giannusa – Presidente                                                                                                  Bruno Vello – Vice Presidente                                                                                        Ambrogio Rampoldi – Segretario                                                                                          Santo Carlini – Consigliere                                                                                                          Franco Ius – Consigliere                                                                                                        Valerio Antipode – Consigliere

e vengono anche confermati i Sindaci:

Andrea Crivelli – Presidente,  Aldo Levi e Maria Rossi.

Al punto successivo Rampoldi spiega che il 5, ricevuto ad agosto 2013, relativo alle dichiarazioni dei redditi 2011, ammonta ad € 1.352,97.

Viene proposto da Carlini, in analogia al passato, di inviare in Ciad per Talita Kum la cifra tonda e di continuare a finanziare con il resto le adozioni a distanza ancora non assegnate di Jawadhi Hills.

La proposta viene accolta e all'unanimità si delibera l'invio di € 1.000 in Ciad e dei restanti € 352,97 a Jawadhi Hills.

Segue una breve discussione sul punto 4, in cui Rampoldi presenta e ripropone (l'argo-mento era già noto ai soci dopo l'incontro di settembre scorso con Rosanna Cavarero) l'iniziativa delle macchine da cucire per il Ciad, adattate però secondo le mutilazioni delle ragazze – sarte di Talita Kum da un artigiano locale. Si decide di appoggiare l'iniziativa.

Per K.R.Pete non si ritiene di allargare la collaborazione, ritenendo tale Missione già ben assistita.

Per Jawadhi Hills cercheremo di assegnare le ultime adozioni a distanza ed esamineremo eventuali richieste per nuove iniziative ci pervenissero dai Salesiani di laggiù.

Nessun argomento viene proposto per le “varie”.

Il Presidente quindi, alle 23,00, ringrazia gli intervenuti e dichiara conclusa l’Assemblea.

 

      Il Presidente                                                                         Il Segretario

  (Mirna Giannusa)                                                           (Ambrogio Rampoldi)

 

                                                         [torna a: COPERTINA]

 

 Verbale della

Assemblea Generale Ordinaria dei Soci  per il 2012

 tenuta l’8 marzo 2013 alle ore 21 presso lo Star Hotel di Genova.

Si è oggi riunita alle ore 21 in prima convocazione l’assemblea, regolarmente convocata ai sensi dello statuto, nei locali messi a disposizione dal CELIVO presso lo Star Hotel di Genova Brignole.

Sono presenti i soci Levi Aldo, Giannusa Mirna, Carlini Santo,  Ius Franco,  Vello Bruno, Fiorella Dondè,  Rampoldi Ambrogio,  Antipode Valerio e Rossi Maria.

Assume la Presidenza dell’'Assemblea Mirna Giannusa (Presidente della onlus) che ne constata la validità essendo presente la maggioranza dei Soci e nomina  Segretario Rampoldi per la redazione del presente verbale. 

Immediatamente si  passa  all’'esame dell’ordine del giorno, che recita:

1 – Discussione e approvazione del bilancio consuntivo 2012;

2 – Discussione e approvazione del bilancio preventivo 2013;

3 – Decisione sulla destinazione dei residui  fondi del 5‰ dich. 2010 / redditi 2009  ricevuti in data 23 novembre  2012 (per complessivi € 1383,14);                                                                                  

4 – Situazione della scuola di Bologo, andamento dell’iniziativa e decisioni;

5 - Varie ed eventuali.

Sul primo punto,  il Segretario illustra i principali dati di bilancio,  soffermandosi sull’o andamento degli incassi, positivo grazie al contributo della “Fondazione 7 novembre” per la scuola di Bologo, in Ciad, ma che nelle adozioni a distanza evidenzia un ulteriore calo dell’'8,7% sull’'anno precedente dovuto soprattutto  - pensiamo -  alla crisi economica che ha limitato le disponibilità delle famiglie e quindi contratto i versamenti.   Anche il 5‰ si è di conseguenza ridotto del 36% rispetto  al precedente.  Il bilancio quindi risente di questi due dati negativi.   Positiva invece la proporzione fra quote incassate e spese sostenute per l’invio del denaro che ha consentito un piccolo avanzo di gestione da sommare per la copertura di future spese al precedente avanzo,  pure positivo,  anche se minimo (si parla in totale di € 1.132 circa).    Si passa alla votazione ed alla unanime approvazione.

Nel corso della discussione si conferma la validità del bollettino  che una volta l’anno viene redatto a cura di Antipode e Carlini, ed inviato – a dicembre - a tutti i nostri contatti, rilevabile anche dal “risveglio”  di interesse e dai versamenti per le adozioni a distanza  che ci pervengono a dicembre e nei primi mesi dell’anno successivo.   Un sentito ringraziamento a entrambi.

Ancora più breve la discussione sul secondo punto dell’ordine del giorno  (approvazione del bilancio preventivo 2013), che viene approvato all’unanimità  quasi senza discussione.

Alla voce del 5‰ il Segretario conferma che la cifra è stata fortemente ridimensionata  ma che in seguito alla delibera del Consiglio d’Amministrazione del 15 dicembre scorso, di cui tutti sono al corrente, in cui si è destinato a Bologo l’importo di 1.200, resta da decidere solo per il restante che ammonta a €183,14, una piccola somma che andrà magari integrata con altri fondi da decidere.

A questo proposito intervengono praticamente tutti i presenti e si decide infine di destinare,  prelevando  500 dalle disponibilità  “avanzate”,  l’'importo di due adozioni a distanza (circa € 400) a Jawadhi Hills a copertura di schede rimaste senza benefattore  e 283,14 (residuo 5‰+100) a Francis Bosco  (ex responsabile di Jawadhi Hills di qualche anno fa),  chiedendo nel contempo a Fr. AnthonySamy notizie sulla nuova posizione dello stesso Bosco in previsione di una nuova eventuale ripresa dei rapporti con lui (naturalmente se ci sarà una ripresa nelle donazioni).  Se ne occupa Valerio Antipode, che è in contatto con l’India, ed eventualmente  Carlini attraverso qualche  “aggancio”  presso il Don Bosco.

Anche su Bologo (la piccola scuola in Ciad che aiutiamo a costruire) la discussione è vivace.

Ambrogio Rampoldi legge in assemblea il messaggio giunto il 5 marzo da Rosanna Cavarero, con il quale viene preannunciato  il parziale avvio della scuola, peraltro ancora da finire.  Necessario avere il fine lavoro per ottenere dalla Fondazione 7 novembre la seconda e ultima tranche di finanziamento (€7500), ma suggeriremo alla nostra “corrispondente”  Rosanna di inviare qualche foto della costruzione, se possibile una piccola relazione del progettista  e/o due righe del Vescovo per la Fondazione 7 novembre, perché ci sarebbe la concreta possibilità, se teniamo dei buoni rapporti,  di chiedere ancora dei finanziamenti  per altre iniziative  a  Lai.

Cessata la discussione, non essendovi richieste per altri argomenti  (nelle varie ed eventuali), alle 23 circa la Presidente dichiara chiusa l’'Assemblea, ringraziando tutti gli intervenuti.

 

                       Il  Presidente                                                     Il  Segretario

                 Mirna Giannusa                              Ambrogio Rampoldi

 

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Verbale della

Assemblea Generale Ordinaria dei Soci per il 2011

tenutasi il 3 marzo 2012 presso lo Star Hotel di Genova.

Si è oggi riunita alle ore 21 in seconda convocazione, essendo andata deserta la prima indetta per le ore 19 nello stesso luogo, l’Assemblea Annuale di Liguria per la Vita onlus, regolarmente qui convocata, a’ sensi di legge e di statuto.

Sono presenti personalmente i soci:   Franco Ius, Levi Aldo, Giannusa Mirna, Bruno Vello, Rossi Maria, Valerio Antipode e Santo Carlini ed i soci Ambrogio Rampoldi e Dondè Fiorella per delega.

Assume la Presidenza dell’Assemblea la Presidente della Associazione Giannusa Mirna, che chiama Valerio Antipode a fungere da  Segretario.

Al punto 1 viene letto dal Presidente il bilancio 2011, commentato dai presenti e successivamente approvato alla unanimità.  Stesso iter, molto veloce, per il bilancio preventivo 2012 (punto 2) anch’esso alla unanimità viene approvato dall’Assemblea.  Gli intervenuti auspicano che il corrente esercizio si possa sviluppare sulle stesse linee del precedente.

Punto 3 destinazione 5‰ ricevuto a sett.2011 pari a € 2.147,21. Carlini propone di inviare sistematica-mente un aiuto a Francis Bosco per l’equivalente di un paio di adozioni a distanza ( circa € 300 minimo ).  Dopo breve discussione sull’argomento, in cui intervengono tutti i presenti si delibera di versare l’importo di € 2.000,00 all’iniziativa in Ciad (Talita Kum) e di cercare di inviare comunque l’aiuto di cui sopra  a Francis Bosco (di cui ci procureremo finalmente le coordinate bancarie) integrandolo con fondi non specificatamente destinati ma ricevuti genericamente dall’associazione (attualmente disponibili). In futuro, cercando di mantenere il proposito di Carlini per Francis Bosco, occorrerà tuttavia deliberare volta a volta secondo quanto (e se) ci perverrà con il 5‰.

Al punto 4 “nuove formalità onlus” si decide di soprassedere per l’assenza del Segretario Ambrogio Rampoldi, dovuta a gravi motivi famigliari.   Antipode e la Presidente informano comunque che la nuova regolamentazione regionale sul “terzo settore” causerà, almeno nel breve, un superlavoro burocratico; tuttavia la speranza nostra, e le promesse dei politici (in particolare l’Assessore delegato alla “ristruttu-razione” dei regolamenti, Lorena Rambaudi), sono per una futura semplificazione…..

“notizie da India” : non ci sono grosse novità dopo il viaggio di Franco e Flora Ius  di cui abbiamo avuto ampia relazione nei mesi scorsi.  Si è provveduto a segnalare qualche nome delle Jawadhi a benefattori che facevano riferimento a K.R.Pete e che avevano adozioni a distanza esaurite, nel tentativo di riequilibrare le cifre inviate alle due missioni.   La novità è  la richiesta d’aiuto di  Francis Bosco, che ci ha relazionato sui disastri di fine anno nella sua zona, e per cui si è deliberato. 

“notizie dal Ciad”: anche qui nulla di nuovo, i contatti sono frequenti, Ambrogio Rampoldi  segue attentamente la segnalazione (fatta da Franco e Matteo Ius) relativa alla “Fondazione 7 novembre”, che tutti gli anni destina dei fondi per opere sociali, fondi che cercheremo, se possibile, di dirottare in parte  sulle iniziative di Rosanna Cavarero in Ciad.   Se son rose…..   

Franco Ius esprime poi la preoccupazione per il futuro in quanto non vede forze nuove entrare nella Associazione e suggerisce contatti  con altri Enti per trasferire le nostre adozioni a distanza. Chi  se la sente può iniziare qualche contatto esplorativo, senza prendere impegni in quanto le decisioni devono essere prese – essendo gravi decisioni – dall’Assemblea Straordinaria.

Null’altro essendovi da discutere, la riunione è sciolta alle ore 22,30.

 Il Presidente                                                                Il Segretario

 (Mirna Giannusa)                                                       (Valerio Antipode)

                                                  [torna a: COPERTINA]

 

 
 

Verbale della
 

Assemblea Generale Ordinaria dei Soci per il 2010
 

tenutasi il 4 marzo 2011 presso lo Star Hotel di Genova.

 

Si è oggi riunita alle ore 21 in prima convocazione l’Assemblea, regolarmente convocata ai sensi dello statuto, nei locali messi a disposizione dal CELIVO presso lo Star Hotel di Genova Brignole.

 

Sono presenti i soci Levi Aldo, Giannusa Mirna, Carlini Santo, Ius Franco, Lavezzo Flora, Vello Bruno, Fiorella Dondè e Rampoldi Ambrogio e, per delega i soci Antipode Valerio e Rossi Maria. 

Assume la Presidenza dell'’Assemblea Carlini ( Presidente della onlus ) che ne constata la validità essendo presente la maggioranza dei Soci e nomina  Segretario Rampoldi per la redazione del presente verbale.   

Il Segretario, prima dell’apertura della discussione per l’Assemblea, mette a disposizione dei presenti il materiale stampato a cura del Celivo (pieghevoli sull’'Associazione, biglietti “da visita” con l’'invito ai versamenti ed alla sottoscrizione del 5‰) oltre ad alcune copie del libro della socia Angela Armanni Romagnoli sulla vita di Sr. Carolina Carena.


Carlini  passa quindi all’'esame dell'’ordine del giorno, che recita:

1 – Discussione e approvazione del bilancio consuntivo 2010;

2 – Discussione e approvazione del bilancio preventivo 2011;

3 – Nomina del nuovo Consiglio d’'Amministrazione in sostituzione

di quello in scadenza;

4 – Decisione sulla destinazione dei fondi del 5‰ dich.2008/redditi 2007 ricevuti a dicembre 2010;

5 – Varie ed eventuali.

 

Sul primo punto, il Segretario illustra i principali dati di bilancio, soffermandosi sul positivo andamento delle adozioni a distanza che, dopo un 2009 in ripresa seguito alla crisi dell’anno precedente, conferma il ritorno sopra i ventimila euro, precisamente a 21.073,79 €, compreso il 5‰.

C’è ottimismo anche per il 2011, avendo già ricevuto oltre 4.500€ ad oggi.

L’Assemblea, su richiesta di Carlini, approva all’unanimità il consuntivo 2010.


Pochissime parole (secondo punto) sul bilancio di previsione per l’anno 2011, come in passato assai semplice, che viene rapidamente approvato all’unanimità.


Il Presidente poi introduce il terzo punto all’ordine del giorno, premettendo che, come in passato, sarebbe opportuna una certa “turnazione” nelle cariche, e in occasione dell’anno della donna, sarebbe gradita una importante presenza femminile.

Accogliendo l’invito del Presidente, il Segretario propone come Presidente del Consiglio la sig.ra Mirna Giannusa, che si dichiara disponibile.  Segue un dibattito fra i presenti durante il quale viene proposto il seguente Consiglio Direttivo:

      -          Mirna Giannusa, Presidente;

      -          Bruno Vello, Vice Presidente;

      -          Ambrogio Rampoldi, Segretario (confermato);

      -          Santo Carlini, Consigliere

      -          Franco Ius, Consigliere
-   Valerio Antipode, Consigliere (confermato).

Vengono poi  proposti come Sindaci:

     -          Andrea Crivelli, Presidente;

     -          Aldo Levi;

     -          Maria Rossi.

L’'Assemblea, all’'unanimità, approva tale lista, che viene quindi eletta e subentrerà immediatamente all’'uscente Consiglio Direttivo.


Carlini introduce poi il successivo quarto punto, riguardante la distribuzione del 5‰ ricevuto il giorno 21 dicembre 2010 pari a € 2.479,93.     
Il Segretario informa l’Assemblea che tale cifra va destinata obbligatoriamente entro un anno solare dalla ricezione, e che deve essere redatto specifico verbale ma solamente quando l’importo viene “speso”: se ne può quindi parlare con calma.

Rampoldi espone un’'idea di Antipode, di cui ha la delega, e propone di destinare, per ora, solo la cifra di €  2.000,00 all’'iniziativa di Talita Kum, mantenendo in sospeso il resto che potrebbe essere destinato ad una iniziativa con l’'India.   
A questo proposito interviene Ius, in partenza per l’India verso la metà marzo, che ha in programma una visita sia a Krishnarajpet che alle Jawadhi Hills di cui ci  riferirà e sulla cui base poi decideremo come indirizzare le nostre iniziative.  Scopo della visita è anche di avere notizie su Francis Bosco, il salesiano che reggeva  Jawadhi e che ora è stato trasferito a Gedilam, vicino a Villupuram, sempre nel Tamil Nadu, di cui ci è pervenuta una lettera un pò’ confusa ma che sembra chiedere aiuto.

L’'assemblea, dopo ampia discussione, delibera di inviare in Ciad la somma di € 2.000,00 e di sentire poi la relazione di Ius al suo ritorno per decidere sul resto.


Carlini introduce poi il successivo quinto punto ( “varie ed eventuali” ) ed invita chi è interessato ad intervenire: egli stesso informa sui lavori per la costruzione del sito, che dovrebbe essere quasi compiuta ed invita i soci a servirsi del materiale messo a disposizione per diffondere la conoscenza della nostra onlus, Rampoldi illustra i lavori per il notiziario 2010, di cui tutti hanno avuta una copia, fatto in collaborazione con Antipode e Carlini. 
L'Assemblea esprime apprezzamento ed invita anche per il futuro a redarre tale documento, più facilmente consultabile dagli anziani, che in genere non sono avvezzi all’uso dei  PC.  Viene poi letta una lettera della Superiora di KR Pete che chiede la nostra autorizzazione ad acquistare “materiale didattico elettronico” con una piccola cifra “scremata” percentualmente dagli invii di denaro.  L’Assemblea esprime un accordo “di massima” purchè la cifra non sia eccessiva, e rimanda anche questo problema al ritorno ed alle relazioni di Ius.

Nessun altro argomento viene proposto per cui  il Presidente, alle 22,30, ringrazia gli intervenuti e dichiara conclusa l’Assemblea annuale dei Soci..

 

                                               

                     Il Segretario                                     Il Presidente                      

 

                Santo Carlini                    Rampoldi Ambrogio

 

Per presa visione il Presidente eletto.
     Mirna Giannusa           


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Verbale della

Assemblea Generale Ordinaria dei Soci per il 2009

tenutasi il 26 febbraio 2010 alle ore 21

presso la sala rossa dello Star Hotel di Genova.

 

Si è riunita in prima convocazione l’Assemblea, regolarmente convocata ai sensi dello statuto, nei locali messi a disposizione dal CELIVO presso lo Star Hotel di Genova Brignole.


Sono presenti i soci Levi Aldo, Giannusa Mirna, Carlini Santo, Ius Franco, Vello Bruno, Fiorella Dondè e Rampoldi Ambrogio e, per delega i soci Antipode Valerio e Rossi Maria. Assiste Mauro Rampoldi.

Assume la Presidenza dell’Assemblea Carlini ( Presidente della onlus ) che ne constata la validità essendo presente la maggioranza dei Soci e nomina  Segretario Rampoldi per la redazione del presente verbale.

Prende brevemente la parola il Segretario per ringraziare gli intervenuti e – prima della discussione dell’ordine del giorno vero e proprio - informa tutti dell’avvenuta apertura di una  casella di  posta elettronica dell’associazione liguriaperlavita@libero.it  cui tutti, soci e non, possono far capo. Non meno importante la prossima apertura del sito web cui si stanno attivamente interessando Carlini e Vello, ove sarà possibile farci conoscere e aggiornare continuamente lo stato delle nostre varie iniziative.

Nel frattempo, grazie all’attività di Antipode e Carlini, siamo riusciti a pubblicare un primo bolletti-notiziario di cui Rampoldi, distribuendone in visione alcune copie, ringrazia vivamente gli stessi redattori.


Si passa quindi all’esame dell’ordine del giorno, che recita:

1 – Approvazione del bilancio consuntivo 2009;

2 – Approvazione del bilancio preventivo 2010;

3 – Relazione dettagliata sull’andamento degli aiuti a K.R.Pete,
             Jawadhi Hills e Talita Kum;

4 – Decisione sulla nuova sede sociale;

5 – Quota sociale annua;

6 – Illustrazione e discussione sulle nuove iniziative. Suggerimenti;

7 – Importanza dell’ampliamento della destinazione del 5‰
             dell’IRPEF;

8 – Varie ed eventuali.

 

Sul primo punto, il Segretario illustra i principali dati di bilancio, soffer-mandosi sul positivo andamento delle adozioni a distanza che, dopo un 2008 figlio della crisi, sono tornate sopra i ventimila euro, precisamente a 20.697€, oltre all’aumento del 5‰ a 2.073€, consentendo di inviare  10.723€ a K.R.Pete, 7.685€ a Jawadhi Hills ed un primo importo di 1.714€ a Talita Kum in Tchad.

Come sempre tutte le spese sono coperte dai versamenti delle quote sociali. C’è ottimismo per il 2010, avendo già ricevuto oltre 6.500€ ad oggi.
 

L’Assemblea, su richiesta di Carlini, approva all’unanimità.

Pochissime parole sul bilancio di previsione (secondo punto), che viene rapidamente approvato all’unanimità.


Il successivo terzo punto (relazione dettagliata) viene dibattuto con vari interventi, soprattutto sulla nuova iniziativa africana.   Il Segretario informa che sono state richieste alla sig.ra Cavarero documentazione e foto al riguardo.  Per quanto riguarda le missioni indiane, ad evitare anche i problemi di spedizione del materiale, illustrati dal Segretario, Vello chiede se non sia il caso di dotare entrambi i responsabili di una macchina fotografica digitale, onde avere foto dei bambini, delle iniziative indiane e delle bio-schede, con un file via internet o, quanto meno, che i CD con lo stesso materiale vengono inviati per posta ordinaria evitando la burocrazia delle dogane, oltre agli extra costi doganali. Carlini spera che in tal modo possano arrivare più notizie, da diffondere anche con il nuovo sito in costruzione (per il quale teme la staticità dovuta alla mancanza di argomenti).
 

Viene poi introdotta (quarto punto) la discussione sulla nuova sede: attualmente è presso l’ufficio di Banca Generali di Voltri ove lavorava Ambrogio Rampoldi che, andando in pensione, ne ha perso la disponibili-tà. La titolare attuale, che ha presso di noi una adozione a distanza, non ha alcuna difficoltà a lasciare che noi continuiamo ad avere in quel luogo la sede, la ragione è solo di opportunità: dopo vari interventi di Ius, Carlini, Vello, Rampoldi, si ritiene di mantenere invariata la sede, avendone comunque l’accesso negli orari d’ufficio, utilizzando gli altri usuali recapiti – non ultimo l’utilizzo di locali messi a disposizione dal CELIVO, come in questo caso – per le nostre riunioni. Eventuali ipotesi di cambiamento saranno tempestivamente esaminate ove se ne presentasse la necessità.


Quota sociale (quinto punto): Rampoldi ne propone la variazione da 25€ ad 50€, quota che peraltro già molti pagano di loro volontà.     Ampio il dibattito in cui viene fatto notare che tale quota potrebbe scoraggiare nuovi ingressi (Ius), e comunque non sembra avere un impatto economico  rilevante,  visto il comportamento già “virtuoso” di gran parte dei soci (Levi). Viene quindi stabilito di NON toccare la quota sociale, che resta fissata a 25€.


La discussione si sposta quindi sui successivi punti sei e sette ( “nuove iniziative”  e  “5‰ dell’IRPEF”) che fin dall’inizio vengono trattate assieme.
 

Tra le varie proposte, quella di un biglietto da visita di Liguria per la Vita su cui appaiano sia l’indirizzo di posta elettronica sia il sito (naturalmente appena questo sarà avviato) con gli estremi  dei conti correnti, con un  breve invito a destinarci il 5‰ e l’indicazione del  dato del codice fiscale (Ius), il mantenimento e la distribuzione dell’opuscolo attuale, che pare efficace, l’utilizzo di tutti i mezzi messici a disposizione dal CELIVO (Carlini) che dovrebbe anche prestare consulenza informatica, come quelle per allestire e gestire il sito.    Il Presidente, con la collaborazione di Vello, si occuperà al più presto di quest’ultimo aspetto. 

Nessun argomento viene proposto per le “varie”.

Il Presidente quindi, alle 22,30, ringrazia gli intervenuti e dichiara conclusa l’Assemblea annuale dei Soci.

 

                     Il  Presidente                            Il Segretario

                Santo Carlini                    Rampoldi Ambrogio



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