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bandiera_tchad   DA LAI/TALITA KUM (Ciad)
                             
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  CRONACA 2016 



 

Rosanna é rientrata a Mondovì a fine 2015 per motivi familiari (vedi Archivio 2015); provvidenziale quindi l'arrivo di p. Marco (1) 



Da Ambrogio, aprile 2016

Caro Marco,

Ti ho inviato un piccolo aiuto (1950 euro) (concordati nell'assemblea scorsa n.d.r.) con l'annotazione di avvisarti quando arrivano.
Ho scritto Talita Kum, come facevo con Rosanna. Tu utilizzali secondo le tue necessità.
Conto di fare un bonifico simile entro l'anno (purtroppo le entrate di Liguria per la Vita si sono ridotte).
Se riuscirò a raccogliere altro, comunque verrà destinato a Talita Kum.

Con affetto.

            Ambrogio

Nota (1) MARCO (P. Marco, missionario comboniano parente di Ambrogio, tornato in Ciad dopo un periodo di permanenza in Italia. Vedi Achivio 2015)



Da p. Marco, aprile 2016

Caro Ambrogio,

grazie di cuore per il messaggio. I soldi sono ben arrivati alla nostra banca di Lione. 
Grazie per tutto ciò che fai e fate per il Ciad.
La salute è buona e vado avanti nel mio lavoro missionario. 
Un caro saluto ai tuoi cari e a tutti gli amici e benefattori di Liguria per la Vita.
Vi ricordo nella preghiera

Un abbraccio

          Marco



Da Rosanna, 15-nov-2016

Carissimo Ambrogio,

perdona il silenzio. Il tempo corre più veloce di noi e non mi sono accorta che ne è passato parecchio da quando ci siamo sentiti l'ultima volta. 
Sono sempre a Mondovì, nel ritmo che è ormai di crociera, grosso impegno in famiglia ...
... Naturalmente il contatto con il Ciad è sempre aperto. 
La settimana scorsa ho ricevuto una lettera di Micheline in cui mi parla della prossima carestia dovuta alla rarità delle piogge che ha compromesso il raccolto. Mi chiede un aiuto per comprare sacchi di miglio, riso e arachidi così da poter organizzare una distribuzione giornaliera di bouilli per i bambini che ne avranno bisogno.
E' una emergenza che abbiamo già vissuto altre volte e so quindi come la farà funzionare. 
I soldi di Liguria per la vita arrivano quindi al buon momento. 
Ringrazio te e tutti i membri dell'associazione. 

Un caro saluto

              Rosanna



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  ARCHIVIO 2015 

 

Rosanna così ci scrive l'8 marzo 2015

....

Sto cercando di finire al meglio il mio lavoro all’'economato e lasciare tutto in ordine a P. Marco, che verrà a fine giugno. 

Sto cercando di preparare due giovani per le operazioni di routine, e tutto questo mi prende tanta energia che mi fa trascurare cose altrettanto importanti. 

Rientro in Italia il 24 marzo, purtroppo a casa mia la situazione non è migliorata e la mia presenza si rende utile. 

Il vostro versamento è arrivato e alla fine del mese troverà la sua destinazione a Talita Koum.

Come c’era da aspettarsi in questi momenti difficili, da quest’anno ci viene a mancare il solido aiuto della fondazione Liliane, una fondazione olandese che ci permetteva di fare operare e curare i bambini. Stiamo cercando altre strade per continuare a far vivere il centro. 

La ragazza polacca che mi sostituisce lavora bene, è appassionata dei bambini e dell’attività e questo mi rassicura e mi fa piacere. 

La presenza di P. Marco mi  faciliterà per mantenere il rapporto con il centro.

Ci sentiremo al mio rientro in Italia.

Un caro saluto e un grazie a te e agli amici

                                                    Rosanna


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ARCHIVIO 2014 


 
  
 Tratto dal
 Notiziario 2014
 


dal CIAD
(dal 2006 siamo arrivati al 11° invio di aiuto)

La situazione è in evoluzione e la nostra Rosanna si prepara all’avvicendamento che spera di avere da un sacerdote comboniano italiano ad inizio 2015.

1-La scuola di Bologo finita ed arredata, fa ora parte del circuito ECA (Ecoles Catholiques Africaines) per cui è divenuta autonoma.

2-Il Centro Riabilitativo di Talita Kum procede abbastanza autonomamente con la attività medica-rieducativa, con l'educazione scolastica e con l’addestramento al lavoro per i più grandi per dar loro più autonomia. All'interno delle mura del centro, stanno costruendo nuovi locali da adibire ad aule, locali comuni e per ricoverare chi chiede aiuto (in gran parte bimbi con mutilazioni più o meno gravi)

3-Ciò che sta più a cuore a Rosanna è avviare all'attività di sarta le sue assistite (quasi tutte offese alle gambe), per renderle autosufficienti, dotandole di macchina da cucire modificata per loro ed un minimo di materiale per un buon inizio (aghi, filo, stoffa). In tal modo potranno tornare fra la loro gente in modo economicamente sufficiente per vivere. Vorrebbe indirizzare questa attività in modo che possa proseguire anche senza di lei

Le ragazze che dovrebbero tornare a casa in un anno sono una ventina ed ogni “dotazione” costa circa 200 €

Proponiamo a tutti un impegno diretto o almeno la destinazione del prossimo 5 o/oo.




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ARCHIVIO 2013 



 

    5 marzo 2013 

E la scuola?


Cosa ne è della scuola di Bologo?. Rosanna ci fa sapere che:

  
l.interno
“le due aule sono già funzionanti, ma c’è stato un rallen- tamento per la costruzione del locale da adibi ad ufficio/magazzino, del direttore. Spero di poter informarvi presto  che i lavori
sono terminati ... . Qui stiamo entrando nella  stagione ca
lda, siamo sopra i 40° ancora sopporta-bili  perché la stagione è secca. Venerdi’ scorso c’è stato però  un tornado del tutto imprevisto, vento fortissimo e pioggia  violenta a cui non hanno resistito tante case di Lai,  soprattutto i tetti di lamieraAnche al vescovado ci sono  danni per la caduta di alberi. Sarà anche questo frutto del  cambiamento climatico a livello mondiale?”
 
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        31 maggio 2013 


E' FATTA!

Relazione finale sul progetto della scuola di Bologo.
 
Relazione elaborata sulla base delle e mail e delle comunicazioni telefoniche intercorse nel periodo con Rosanna Cavarero, socia e fiduciaria di Liguria per la Vita o.n.l.u.s.

   L'inizio della costruzione era previsto per la fine di agosto 2012, periodo peraltro solitamente favorevole dal punto di vista meteorologico. Purtroppo quest'anno si è rivelato piovoso ed ha causato il ritardo dell’inizio lavori. Le piogge cadute in quel periodo oltre che insolite sono state particolarmente abbondanti ed hanno causato alluvioni che hanno danneggiato le colture (era appena terminata la stagione delle semine ed i campi sono stati ridotti a delle paludi creando seri danni ai raccolti) e le abitazioni, poiché hanno travolto non solo le capanne in paglia ma hanno distrutto anche le abitazioni più povere, costruite su mattoni impastati ma non cotti, più economici ma meno resistenti.
   La costruzione dell'edificio è quindi iniziata ad ottobre e, grazie a condizioni climatiche più favorevoli, è proceduta spedita rispettando i tempi previsti.
La scuola si compone di due capienti aule, arredate con i banchi acquistati, capaci di ospitare ciascuna una cinquantina di alunni, un piccolo ufficio per la suora che la dirigerà ed un magazzino per i necessari approvvigionamenti.
   Gli studenti provengono in maggioranza da Bologo, ma anche dai villaggi vicini, la scuola ora consente una continuità didattica ed un'organizzazione dell'insegnamento che era impensabile nella precedente situazione in capanne, soggette alle intemperie, garantendo l'istruzione di base a tutti, senza alcuna discriminazione e quindi dando alle attuali e alle future generazioni una possibilità concreta di un futuro miglioramento sociale.

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CHE
BELLA
REALTA!



  



GLI SCOLARI
INVIANO IL LORO
GRAZIE ALLA
"FONDAZIONE 7 NOVEMBRE"
E
                     









A

"LIGURIA
PER
LA VITA"





   IL RENDICONTO DELL'ARCH. TERRAT, 

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RENDICONTO FINANZIARIO

A completamento del rendiconto dell’architetto Terrat.

Copertura finanziaria.
La costruzione della scuola è costata:
Per opere murarie                                    CFA 18.497.432
Per arredo aule (banchi, sedie…)                “     1.915.000
Per arredi ufficio                                         “        400.000
________________ per un totale di             CFA  20.812.432
Pari al cambio odierno a € 31.728

La copertura dell’importo è fatta da:
primo versamento Fondazione 7 novembre        € 7.500
intervento di Liguria per la vita                            € 5.142
da altre fonti (onlus italiane ed europee)             € 7.920
secondo intervento Fondazione 7 novembre      € 7.500    da ricevere
secondo intervento Liguria per la vita                 € 1.000    da inviare
saldo (altre iniziative in corso)                             € 2.666    da inviare

      

 
Crediamo che il grazie dei "nostri" scolaretti ci possa soddisfare e  valga  più di qualunque commento.


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Genova, 18 giugno 2013


  ... COMINCIAMO DA NOAH ...

A proposito di adozioni a distanza.

Ci è stato recentemente confermato  dalla nostra socia e fiduciaria per il Ciad, Rosanna Cavarero, che laggiù non gradiscono le adozioni a distanza (o “sponsorizzazioni” come le chiamavamo  noi, quando le abbiamo iniziate alla fine degli anni ’80) a seguito di cattivi comportamenti di una ONG Internazionale famosa (non vogliamo certo sapere chi è) e della difficoltà da parte delle volontarie  e dei/delle religiose di seguirne la parte amministrativa.  Lo comprendiamo, ma l’avere un bimbo (o comunque “una persona”) su cui focalizzare i nostri sforzi, ci aiuta a fare di più.

Dopo la delusione – momentanea – di questa risposta, arriva però anche il momento della riflessione e quindi ci domandiamo: ma non è possibile fare comunque qualcosa, visto che nella mail di Rosanna, che pubblichiamo qui sotto, ci dice che fra il centro riabilitativo di Talita Koum ( dove ci sono persone invalide fisicamente ) e la scuola di Bologo, ci sono diversi ragazzi  da aiutare ?

Noah3Come fare ?   Al momento la sorte ci è venuta incontro, Rosanna ci ha segnalato il caso di Noah, un bimbo di pochi mesi idrocefalo  che, grazie ad un intervento “volante” e generoso concordato con un amico di Liguria per la Vita, siamo riusciti a risolvere in 48 ore (Noah grazie a questo intervento è stato ora portato in un ospedale attrezzato in Cameroun, a Yaoundè,  dove sarà operato con buone possibilità di sopravvivenza e di recupero).   E sua madre, sola e con tre bambini,  ha ancora certamente bisogno di aiuto.  Vogliamo aiutarla ?  Capisco le difficoltà dovute all’attuale momento economico ma la cifra  necessaria  non è elevata: se ci uniamo in tanti  possiamo farcela !!

Noah



Faccio appello a Voi che leggete queste righe: bastano a questo punto 6/700 € per  completare il recupero di Noah e aiutare sua madre. Vogliamo provarci insieme?



Ma a parte questa particolare segnalazione la domanda di fondo  resta: cosa possiamo fare ora per  aiutare quelle persone che, pur non individuate singolarmente ma come gruppo, hanno necessità di un aiuto (spesso duraturo nel tempo) ?

La risposta è una sola: adottare a distanza una iniziativa (la costruzione di una scuola?..........troppo impegnativa, lo scavo di un pozzo?........troppo impersonale…..) ma gli alunni di una scuola (come  a Bologo) ?  O gli utenti  di  un centro per persone con handicaps fisici (come Talita Kum) ?  Tutto sommato è una adozione a distanza, è – seppur per un gruppo anziché per un singolo – un aiuto per persone vive…...  Pensiamoci  allora.  

Nel nostro notiziario annuale, e sul web, Vi daremo ancora loro notizie

Un saluto a tutti gli amici.

                           Ambrogio

Ecco quanto ci ha scritto Rosanna il 15 giugno:

         …

 Sono alle prese con la chiusura dell'anno scolastico e delle attività al foyer delle ragazze e al centro Talita Kum. Rientro in Italia, per tre mesi, spero, il 19 giugno. Allora mi metterò in contatto telefonicamente. In questi giorni sto anche seguendo il caso di un bébé di 4 mesi affetto da idrocefalia per cui non si può far niente in Tchad per mancanza di strutture sanitarie adeguate. Speriamo di poterlo far arrivare in Cameroun in tempo perché sia operato. E così rispondo alla sua proposta di adozioni [ndr. L’associazione ha avuto richieste di adozione a distanza e per questo avevamo interpellato Rosanna]. Normalmente la nostra diocesi non accetta adozioni per la difficoltà di seguirle seriamente (abbiamo l'esperienza di una grande ONG internazionale che sul campo non è quello che pubblicizza), ma ognuno di noi ha bambini e giovani che aiutiamo negli studi.  Se riusciamo a salvare questo bambino, Noah, ecco che un aiuto potrebbe essergli di aiuto. La mamma è vedova, con altri tre figli, il bambino è il frutto della violenza subita dalla mamma che, per vivere, produce la cochette (una birra alcoolizzata locale che si fa con il riso) e che quindi ha a che fare con uomini ubriachi. Qui una donna senza uomo non conta niente.

....

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 21-giu-2013  INIZIA IL VIAGGIO ...


Grazie soprattutto ad un provvidenziale "sponsor" trovato al volo quel bambino verrà portato in Cameroun dove ci sono gli ospedali per operarlo.  Speriamo guarisca.

Si avvia il “viaggio della speranza” di Noah, come ci annuncia Rosanna:

… “grazie (dell’offerta) per Noah. Stamattina finalmente ho avuto notizie perché possa partire per Yaoundé in Cameroun. Partirà alla fine del mese accompagnato dalla mamma e da Micheline, la nostra impareggiabile direttrice di Talita Kum, una donna molto in gamba.” ... 

Rosanna ha quantificato la spesa: in tutto serviranno  meno di un migliaio di euro, (compresi i duecento già avuti), e si sta muovendo per raccoglierne anche da altre parti.


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  22-ago-2013      NOAH E ALTRO  

da Lai Rosanna ci informa che:


con qualche difficoltà sono riuscita a seguire le vicende di Noah in Cameroun. Era partito da Lai accompagnato dalla mamma e da Micheline, la signora che è molto di più che il mio braccio destro nella conduzione di Talita Koum. Un giorno bisognerà scriverne più a lungo. Un viaggio di 24 ore, in macchina fino a Ngaounderé, e poi il treno di notte, con Micheline costretta a stare in piedi nonostante avesse una prenotazione. La permanenza a Yaoundé è stata più lunga del previsto, tanto che Micheline subito dopo l’operazione è dovuta rientrare a Lai per poter seguire i campi di riso, un complemento insostituibile per far vivere la sua numerosa famiglia, fatta di figli ma soprattutto di tanti parenti che, come d’abitudine in Africa, parassitano quello dei suoi membri che ha qualche possibilità. E’ poi tornata in Cameroun quando il piccolo Noah è stato dimesso. La mamma, una donna molto semplice e piuttosto ignorante, non sarebbe stata in grado di cavarsela da sola. L’operazione è andata bene solo in parte, così che Noah dovrà tornare per completare l’operazione il 4 settembre...                   . Tutta l’operazione per salvare Noah è stata più difficile del previsto proprio a causa della lontananza da casa e del non avere un buon appoggio in Cameroun, ciò che ha comportato anche un aggravio economico per motivi che oserei dire razzisti, un atteggiamento piuttosto diffuso anche in Africa tra popolazioni diverse. Speriamo che questa sia la volta decisiva, perché la situazione sta diventando faticosa a vivere (...e costosa). Per telefono Micheline mi ha detto che le hanno presentato un altro caso simile ma non ha più avuto il coraggio di prenderlo in considerazione. Bambini destinati a morire perché il Ciad non ha un minimo di strutture adeguate a salvare i suoi bambini. Mi lasci fare una considerazione amara. Il mese di maggio c’è stata la posa della prima pietra per la costruzione di un santuario dedicato alla Madonna, e a posare la pietra è stato...Deby, il nostro presidente dittatore mussulmano, che ha munificamente regalato il santuario alla chiesa cattolica. Costerà sui 45 milioni di euro! Pensi a quanti Noah si potrebbero salvare con questa cifra. Non faccio altri commenti.

 

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  22-ott-2013      NOAH E ADOZIONI   

Confortanti ma non definitive le notizie su Noah:

... La testa si sta sgonfiando lentamente, ma lui è sempre molto robusto. A dicembre è previsto un nuovo viaggio in Cameroun.   ...

NoahNoah





  



     Circa le altre attività, da Rosanna sappiamo che ... 

     a Talita Kum abbiamo ripreso in pieno le nostre attività. Tutto bene.      Con difficoltà ho trovato il nome del prete che si era occupato di fare      adottare tre bambini a famiglie italiane. Si chiama Michelangelo              Magie, è un gesuita (questo non lo sapevo) che si occupava, stando        però in Italia, di un centro per bambini a N'Djamena. Avevo già              detto che le difficoltà erano state notevoli. Ho fatto una breve ricerca      su internet sulle adozioni in Tchad. Confermano quello che sapevo,          ma sono possibili. Una persona che conosco si è interessata proprio        in questo periodo a un'adozione presso una famiglia spagnola. Le            difficoltà burocratiche sono notevoli, bisogna mettere in conto anche      la corruzione, ma è possibile.





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Archivio 2012   


Marzo 2012

Quest’anno la nostra attività in Ciad ha avuto una svolta tanto felice quanto imprevista (per quanto si speri sempre nella provvidenza, altrimenti non andremmo avanti !…). 

Grazie a ciò adesso possiamo affermare che …...


ANCHE BOLOGO AVRA’ LA SUA SCUOLA!

          Da Ivrea a Bologo: grazie al prezioso interessamento di un amico è stato possibile ottenere un consistente aiuto per l’attuazione di un progetto in Ciad: ecco come si è sviluppata la cosa. Un amico sostenitore che lavora ad Ivrea ci ha fatto sapere che la Fondazione 7 Novembre, una onlus del luogo, ha emesso per il  2012 un bando per finanziare iniziative di promozione sociale.

          Abbiamo subito girato la notizia a Rosanna, la nostra volontaria in Ciad, che ha proposto di finanziare la costruzione di una scuola a Bologo, nella dio-cesi di Lai. Il progetto dell’opera, già pronto ed in attesa di sovvenzione, ha un costo complessivo di 30.000€.

Aprile 2012

    Il progetto viene  immediatamente  proposto alla  Fondazione,  così:                 -ad aprile viene spedita alla Fondazione la seguente documentazione sintetica relativa al progetto “Una scuola per Bologo”:

PROGETTO “SCUOLA DI BOLOGO” SCHEDA DEL PROGETTO BANDO 2012 (all.2)

Indicazione e qualificazione del responsabile di progetto, con recapito telefonico:

·         Architetto Y. Terrat: direttore tecnico (volontario francese)

·         Rosanna Cavarero: +23566480326 fiduciaria della onlus in Ciad

·         Ambrogio Rampoldi: +393737166340 segretario della onlus a Genova

Analisi dei bisogni: necessità di elevare la qualità della vita degli abitanti attraverso l’'istruzione, attualmente svolta in locali “non adeguati”.

Edificio_attuale








Uno degli "edificio-tipo"

attualmente utilizzati

per la scuola


Obiettivi generali e specifici: Si tratta di gettare le basi per il primo nucleo centrale della scuola, che attualmente necessita, oltre agli ambienti “di servizio”, di due aule; successivamente si pensa di ampliare la struttura se la risposta alla iniziativa lo richiederà con fondi provenienti da altre fondazioni o da raccolta di finanziamenti etc.. Nell'’importo richiesto sono compresi gli arredi di base;

Azioni, tempi e metodologie adottate: Esiste la possibilità, grazie al progettista Y. Terrat, distaccato presso la Diocesi di Lai (cui fa capo l’iniziativa) di iniziare sollecitamente e di portare avanti rapidamente i lavori, che saranno affidati ad artigiani e ad imprese locali, fornendo oltre che un aiuto umanitario anche un contributo finanziario all’'econo-mia locale.

Risultati attesi: Dotare il villaggio di una base per l’istruzione in un ambiente sicuro, al riparo da intemperie e da pericoli esterni. Attualmente il programma scolastico è svolto in capanne.

Chi sono i destinatari dell’'intervento: Iniziativa dedicata agli abitanti di Bologo (Rep.del Ciad), senz’'alcuna discriminazione, nemmeno d’i età, in quanto anche l'’alfabetizzazione degli adulti è di fondamentale importan-za (il paese conta circa diecimila abitanti); tuttavia i più immediati fruitori saranno i circa 140 bambini che frequentano attualmente “la scuola”, distribuita in tre/quattro capanne simili a quelle rappresentate nelle fotografie;

L’'ambito territoriale in cui il progetto sarà sviluppato è a Bologo, villaggio del Ciad vicino a Lai;

Mappa











Nel progetto sono quindi coinvolti come direttore dei lavori, Y. Terrat, il Service Constructions dell’Evéché de Lai e Liguria per la Vita onlus (attraverso la sua fiduciaria Rosanna Cavarero come coordinatrice in loco e direttamente con la propria struttura per i collegamenti in Italia);

La situazione di partenza è quella rappresentata dalle fotografie allegate: attualmente i circa 140 allievi ascoltano le lezioni in diversi turni in locali “di fortuna”;

Classe









L'attuale

interno

di un'aula

Pianificazione dei tempi per la realizzazione del progetto presentato:  il progetto è già pianificato e potrà partire entro l'estate, presumibilmente attorno a luglio/agosto 2012 e si concluderà senza dubbio entro un anno.

Piano di sviluppo del progetto con fasi di sviluppo, tempi di realiz-zazione e risultati: se il progetto dovesse essere finanziato, si darà subito inizio ai lavori preparatori presumibilmente entro giugno 2012, quali ad esempio l’ingaggio della società che opererà a livello edilizio e successivamente, entro agosto 2012, il via ai lavori di gettata e di elevazione dei muri per completare la fase di costruzione presumibil-mente entro 6 mesi dalla data di inizio dei lavori. Successivamente saranno reperiti i materiali di fornitura per l’arredo scolastico. Per l’elenco sintetico delle spese previste dal progetto, rimandiamo agli allegati, elenchiamo di seguito un riassunto dei costi:

·         per la costruzione in muratura finita: Franco CFA 16.369.661

·         per gli arredi (banchi,cattedre,armadi) Franco CFA 1.915.000

      per complessivi Franco CFA 18.284.661

·         che al cambio odierno di Franco CFA ed Euro sono pari a circa 27.872,96€ € (euro ventisettemilaottocentosettantadue/96)

Le spese verrebbero completamente coperte dalla presente richiesta di finanziamento.

La nostra Associazione, che contribuisce in Ciad al progetto“Talita Kum” attraverso le stesse vie e gli stessi collaboratori, è in grado di deviare risorse – ove servisse – per il completamento del presente progetto.

Ci impegniamo a farci trasmettere copia della documentazione di spesa, di condividerla e di conservarla agli atti della nostra Associazione per 3 (tre) anni dall’erogazione del contributo.

Genova, 26/04/2012

                            ( Mirna Giannusa )

-   a giugno la Fondazione 7 Novembre onlus comunica a “Liguria per la Vita” di aver concluso l'istruttoria dei progetti presentati, precisando che quello della nostra Associazione (relativo alla costruzione della scuola in Ciad) è stato ammesso al contributo per la cifra di 15.000€. Ci viene chie-sta una dichiarazione di accettazione dell'importo (anche se ridotto della metà) e della possibilità di realizzare comunque il progetto.

-   a luglio Rosanna, arrivata in Italia da Lai, ci comunica che l’abbé Jakub, il prete polacco che segue direttamente il progetto della scuola, è pronto a iniziare, i mattoni sono già fatti.  Vorrebbe poter costruire almeno il primo edificio per due classi.

-     Constatato che la “voglia di fare “ c’è, il 24 luglio confermiamo l'accettazione dell'importo deliberato, per quanto ridotto, e la possibilità comunque di completare il progetto presentato. Ci proponiamo di raggiungere i 30.000€ con una raccolta straordinaria di fondi della nostra associazione ed il contributo del Vescovado di Lai (Ciad) che si farà carico di integrare i fondi mancanti. Liguria per la Vita può garantire 5000€ (2000€ del 5‰ già deliberato dall’assemblea dell'anno scorso, circa 1500€ di offerte già raccolte per il Ciad ad oggi ed altri 1500€ che riteniamo di poter raccogliere entro un anno. Rientra in questa cifra il 5‰ che dovrebbe arrivare nel 2013, del quale resta da verificare la consistenza; saremmo ancora in tempo utile, forse, ad aggiungerlo ai fondi data la dilazione di un anno (dovuta alla rovinosa situazione nella zona interessata al progetto, descritta più avanti) concessa dalla Fondazione 7 novembre per compiere l’opera.

Come accennato, a smorzare tanto entusiasmo è intervenuta un'eccezionale stagione delle piogge. La costruzione, e il conseguente pagamento della prima parte del contributo (7500€), potrà iniziare solo finite le piogge, davvero intense in questo tempo, probabilmente entro agosto. Il saldo è previsto a conclusione progetto.

A proposito della stagione delle piogge, Rosanna ci comunica che:”… "Nella Tandjilé, la regione della diocesi, continua a piovere ed è un disastro. Lo leggerà anche nella lettera del vescovo … . Arrivando in Ciad potrò incontrare subito l'abbé Jakub, il prete polacco che segue la scuola di Bologo… . Non so ancora come potrò arrivare a Lai perché le strade non asfaltate sono impercorribili. Ci aspettiamo un anno di carestia perché gran parte dei terreni seminati sono invasi dall'acqua…..." “       

  Il vescovo ci scrive (in francese):                                                                                                             

Miguel A. Sebastián

Vescovo di Laï (Tchad)

Laï, 4 settembre 2012

 Cari amici,

Da qualche giorno ho deciso di scrivervi per darvi le ultime notizie mie e della vita della nostra Chiesa famiglia di Dio che si trova a Laï, in questa regione, ora malridotta, della Tandjilé.

Quest’anno il mio soggiorno in Europa è stato molto breve e non ho potuto incontra-re tutti, non è stato proprio possibile. Dal mio ritorno il lavoro non è mancato, e tra le tante cose mi sono anche recato in Burkina Faso per incontrare la CARITAS di laggiù, sia a livello nazionale che diocesano; è stata un’esperienza bellissima, ho imparato molto sugli abitanti del Burkina e in particolare su questa Chiesa, più che centenaria.

 Ma ciò che mi occupa e mi preoccupa ultimamente è la situazione che prevale su gran parte della nostra regione, la Tandjilé. Se l’'anno scorso non c’era stata abba-stanza pioggia, quest’anno ce n’è stata anche troppa. La pioggia cade talmente in abbondanza che i fiumi e gli altri corsi d’acqua della nostra regione sono straripati, fatto straordinario; molte persone piuttosto anziane ci dicono che non hanno mai visto uno straripamento! È una catastrofe! L’acqua della pioggia e, soprattutto, l’acqua degli straripamenti ha causato danni terribili: migliaia di persone colpite, migliaia di abitazioni crollate, migliaia di ettari di coltivazioni inghiottiti dall’acqua. Terribile!

 In quanto pastore di questa Chiesa, e non solo dei cattolici, ho voluto andare incon-tro alle persone colpite, almeno laddove si poteva arrivare, poiché molte zone sono completamente inondate, ci si può arrivare solo in piroga e con notevoli difficoltà. In occasione di questi incontri ho potuto constatare con i miei occhi la gravità della situazione, ma soprattutto ho incontrato la gente per dare una parola di conforto, di compassione, d’'incoraggiamento. Penso che la mia presenza abbia molto incorag-giato gli uni e gli altri, persino la maggioranza delle autorità locali che non hanno niente e che non hanno ricevuto niente dalle autorità della nazione fino ad oggi… e ciò va avanti da tre settimane!

 Sono stato molto colpito da queste visite: vedere tanta disgrazia tocca profonda-mente il cuore. Ma sono stato colpito anche dal comportamento molto positivo di tante persone, in primo luogo le tre persone che lavorano al BELACD CARITAS diocesano, ma anche a livello delle parrocchie e alla base stessa. Infine sono stato commosso dalla dignità e serenità con le quali gli alluvionati vivono la loro situazio-ne; ho visto perfino della gente con l’acqua a volte fino alla cintola fare la sarchiatu-ra del riso e addirittura la raccolta del riso precoce che è già maturato, senza scoraggiarsi. E non ho mai sentito una lamentela contro Dio!

Oltre alla mia presenza come pastore, la nostra CARITAS (qui è la BELACD CARITAS) si è messa in moto. Davanti all’emergenza della situazione non si poteva restare ad aspettare, abbiamo dato una mano. Grazie a Dio avevamo ricevuto un finanziamento dalle diverse Caritas del mondo per aiutare le persone vulnerabili a causa della carenza di pioggia dell’anno scorso. Allora abbiamo preso una parte dei soldi per aiutare queste persone che attualmente sono veramente vulnerabili. Ad oggi sono stati distribuiti viveri nelle zone più colpite per un valore di circa 15.000.000 FCFA (circa 23.000 euro).

Molte persone sono rifugiate nelle scuole costruite in muratura, quelle in mattoni non cotti e paglia sono crollate. Anche molte cappelle costruite in questo modo sono crollate. La ripresa dell’'anno scolastico avrà difficoltà a mettersi in moto in queste zone disastrate. Beh, anche nelle altre poiché da sette settimane i funzionari sono in sciopero e questo rischia di continuare.

 Cari amici, vi lascio già. Ho voluto che voi conosciate la situazione nella quale ci troviamo perché vi so in comunione con noi. Che il Signore ci aiuti, gli uni e gli altri, ad aprire sempre i nostri occhi e i nostri cuori alle situazioni di difficoltà che vivono chi ci sta accanto.

Cordialmente, + Miguel

P.S. Vi invio alcune foto scattate qua e là in questi ultimi giorni.

 allego le foto senza commento ... (n.d.r.)

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Ormai siamo a novembre e, in attesa che la situazione torni alla normalità, abbiamo "incoraggiato" gli addetti ai lavori con l'invio di un nostro contributo ... senza dimenticarci che, comunque, a Talita Kum l'attività intrapresa gli scorsi anni si consolida e, nei limiti delle possibilità, viene incrementata.



4 Dicembre 2012

Passato il cattivo tempo i lavori avanzano: Rosanna ci invia questa testimonianza confortante, dopo quelle tristi dell’alluvione:


       


  la scuola ... muove i primi passi!
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6 Dicembre 2012

Scuola di Bologo

Buongiorno!

Le invio alcune foto per farle vedere come avanzano i lavori per la scuola. 

...

Siamo ormai entrati nel pieno della stagione secca. Il mattino l’aria è più fresca, siamo ancora sui 25° (ma anche 40° durante il giorno) e i Ciadiani cominciano ad avere freddo. Le acque del  fiume che scorre davanti a casa, dove la settimana scorsa aveva preso dimora un ippopotamo, diminuiscono di giorno in giorno.

Sempre riconoscente per ciò che insieme ai suoi amici fa per noi, la saluto di cuore

               Rosanna


d.Bologo




























24 Dicembre 2012

Anche in Ciad sono iniziate le vacanze scolastiche di Natale; ecco cosa ci scrive tra l’altro Rosanna: 
“A Talita Kum otto bambini erano fuori già da una settimana per rinnovare le loro protesi a Moundou. Per questo abbiamo festeggiato domenica scorsa il Natale. E’ stata proprio una bella festa, facile da organizzare e vissuta con tanta gioia dai bambini. Da parte nostra abbiamo messo coca cola, maccheroni, carne e una saponetta, una croce e una maglietta (il resto di uno stock di magliette preparate per l’esposizione sull’acqua a Saragozza), loro hanno messo l’allegria, i canti, i suoni e il presepe d’argilla preparato con le loro mani.” …


 


 Sabato hanno ricevuto le pagelle: qui sulla pagella si segna anche il posto in graduatoria raggiunto, in due classi i nostri sono primo, secondo e quarto, un altro gruppetto si trova tra i primi dieci (qui le classi vanno dai 44 allievi ai più di 50 per le prime classi), tutti gli altri si trovano tra i primi 20, solo due sono insufficienti. Siamo tutti contenti, un risultato significativo che rimette in questione i pregiudizi che li hanno accompagnati dalla nascita o dal momento della “loro malattia” come pudicamente dicono loro stessi. quando parlano del loro handicap.
La scuola di Bologo avanza... 






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                                                                                           Talita Kum, domenica 11 dicembre 2011

Carissimo Sig. Rampoldi
 

eccomi in questa domenica pomeriggio a  dare qualche notizia di Talita Kum.


            Durante tutto il 2011 Micheline e Alladoum hanno continuato la loro attività sul territorio per depistare i bambini handicappati spesso tenuti nascosti dalle famiglie. I viaggi sono stati meno frequenti durante la stagione delle piogge a causa  delle strade impraticabili e anche perché tutti i nostri animatori coltivano i loro campi di riso, indispensabili per nutrire le loro famiglie.

           

             I bambini residenti al centro sono rientrati nei loro villaggi a giugno, al termine dell'anno scolastico. Quasi tutti hanno avuto buoni risultati a scuola, alcuni sono i primi della classe nonostante abbiano imparato tardi, e nel Centro, i primi rudimenti della lettura e della scrittura.                                          ... il bucato ...

                                                           

            Abbiamo approfittato dei mesi di luglio e agosto per fare le riparazioni necessarie, ad esempio abbiamo rifatto i pavimenti in cemento delle camere rovinati dal continuo passaggio delle stampelle e abbiamo ridipinto porte, finestre, colonne di un bel colore rosa! . Ho insistito perché si usasse tutto il cemento necessario:  anche qui  non tutti i muratori sono onesti in più della difficoltà di disporre di materiale di buona qualità in tutti i settori, le serrature per esempio, il che ci obbliga a fare spesso le riparazioni. 

            A metà settembre, con l'inizio delle scuole, i bambini sono rientrati tutti gioiosi e con tanta voglia di ritrovare il Centro. I residenti quest'anno sono 14, tutti vanno a scuola tranne tre che devono ancora mettere le basi per poter frequentare regolarmente o che stanno imparando a cucire a macchina. Per tre pomeriggi a settimana a loro si uniscono una decina di bambini disabili di Lai che vengono per ricevere un sostegno scolastico. Quest'anno hanno trovato la novità di poter usufruire della luce elettrica per tre ore la sera, grazie all'acquisto di un generatore. 

              Le mando le foto scattate stamattina. Una delle foto mostra la partenza per il mercato di Clarisse e Florence, incaricate oggi di preparare la boule, la polenta di farina di miglio o di riso che è alla base della loro alimentazione.  Quest'anno il sugo che l'accompagna sarà spesso arricchito dalla carne dei conigli e dei polli allevati da loro stessi.  

            C'é stata una festa in occasione della consacrazione della Cattedrale.  Partecipa-vano anche  tutti i bambini che vanno a scuola; tutti  erano vestiti con abiti confezionati con lo stesso tessuto (è tipicamente africano stampare tessuti con scritte e disegni celebrativi dell'avvenimento in  corso).  Con loro anche gli animatori e le animatrici insieme a P. Guimbaud, un padre francescano che è all'origine di tutte le attività a favore degli handicappati del Ciad


            Come vede, le offerte inviateci dal suo gruppo, stanno dando un buon rendimento in termini di umanità e di restituzione di dignità a questi bambini meno fortunati.


            Con lei ringrazio tutti gli amici che continuano a pensare a noi.

                                                                                            Rosanna


         ciad2011.il_gruppo

  

     
                                                 




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       Archivio 2010      
 


 

12 dicembre 2010 - LAI

 

Gentile sig Ambrogio,

 

ho appena controllato la banca e ho visto che la sua offerta è entrata. La ringrazio. I soldi andranno tutti a Talita Kum. Quest'anno abbiamo ancora rinforzato le strutture dopo aver comprato il terreno adiacente. Adesso abbiamo in più una veranda con magazzino per il cucito, due piccole costruzioni per l'allevamento dei conigli, dei piccioni e dei polli e un pezzo di terreno da cui abbiamo già raccolto delle patate dolci e adesso insalata e pomodori. I giovani residenti sono 12, molti di più quelli che fruiscono di cure e di sostegno scolastico per tre pomeriggi a settimana.

Le mando tre foto recenti.

Mi saluti i suoi amici che ricordo bene anche se mi sfugge il nome. A tutti i migliori auguri di Buon Natale


Rosanna

 



                                             

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10 luglio 2010 - LAI

 

Gentile sig Rampoldi,

 

ci sono ancora! Al mio ritorno in Ciad mi sono lasciata prendere da tanti impegni lasciati in sospeso durante la mia assenza …

[…]

Finalmente oggi è un sabato pomeriggio di silenzio. Siamo nel pieno della stagione delle piogge, anche se le piogge cadono a intermitten-za, ciò che crea preoccupazione nella gente che ha cominciato ad arare e alcuni anche a seminare. Gran parte del personale apostolico (così si chiamano qui preti, suore e laici impegnati) è via, chi in vacanza nei paesi d'origine, chi in giro per il Ciad tra formazioni e ritiri. Parte dei preti ciadiani faranno  la loro corvée nei campi. In fondo, nell'animo la quasi totalità dei Ciadiani rimane contadina. Anche le attività di Talita Kum sono terminate. Stiamo finendo la costruzione del muro e abbia-mo cominciato la costruzione della veranda. Vorremmo terminare per l'inizio del nuovo anno scolastico, quando ricominceremo le attività con i bambini. Nel caso voleste o poteste aiutarci, posso mandarvi il devis et la pianta della nuova costruzione?

[…]

Un caro saluto Rosanna



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22 aprile 2010 - PRIMO INCONTRO CON LA VOLONTARIA (sunto)

 

Relazione dell’incontro svoltosi il 22 aprile 2010 in Mondovì-Carassone fra Rosanna  Cavarero, accompagnata dal fratello dr. Celso Cavarero, ed i soci  Santo Carlini, Valerio Antipode, Maria Rossi, Fiorella Dondè e Ambrogio Rampoldi.   

In occasione del rientro in Italia  per un breve periodo  di Rosanna Cavarero,  vista la Sua disponibilità  per un incontro con noi,  siamo andati  trovarla nel suo recapito  na-zionale per meglio conoscerci e per cercare di capire le Sue attività di volontariato  in Tchad  ( che sono molteplici e principalmente rivolte allo sviluppo di quelle popolazio-ni ) e la possibilità di inserire in queste i nostri aiuti .

Occorre innanzitutto ricordare che il Tchad è un paese estremamente povero e che le richieste sono quindi rivolte al soddisfacimento di bisogni primari, come la sopravvivenza, sia intesa come bisogno alimentare, che come necessità di qualcosa che lo assicuri  per il futuro in modo continuativo ...

Per tale scopo la nostra interlocutrice accenna alla necessità di strumenti di lavoro per noi “primitivi” come buoi, mucche, asini che vengono utilizzati come motori di aratri e macchine che da noi non si usano più da anni, mezzi per l’irrigazione ( compressori ), scavi di pozzi, essicatoi per la conservazione dei prodotti della terra (come il mango, usato come base dell’alimentazione locale assieme al riso ed al miglio)……

Esiste anche una scuola a Lai, in cui gli insegnanti, privati, vengono pagati dalla diocesi (occorre non scordare che la Cavarero è la responsabile delle necessità di approvvigionamento materiale della stessa diocesi) e che “alfabetizzano” in francese  i ragazzi, che finiscono la “scuola statale” senza saper né leggere né scrivere, e che spesso non si capiscono bene neppure tra di loro a causa della miriade di dialetti tribali esistenti.  Nella scuola esiste anche una “sezione” dove cercano di insegnare dei mestieri (ci sono tre artigiani – insegnanti che operano a tempo pieno) specialmente ai ragazzi con handicap che vengono assistiti nel locale “ospedale”  diocesano ( l’impressione è che si tratti di un grosso ambulatorio, più che altro).

Il tutto viene gestito con l’aiuto di medici francesi e spagnoli, con o.n.g. di vari paesi (francesi, spagnole, olandesi) e con aiuti  “sparsi”  provenienti dall’Italia,  fra cui le onlus che fanno capo al dr. Celso C., e noi (ultimi arrivati).

I nostri aiuti sono stati finora indirizzati all’iniziativa di Talita Kum, legata al recupero di ragazzi con handicap fisici (sono moltissimi, tanti dovuti ad incidenti “domestici” per noi impensabili e non tempestivamente curati, che causano gravi malattie “croniche”).

Questi ragazzi, gran parte fortunatamente recuperabili, vengono operati in un’altra località dai medici europei, vengono tenuti nel dispensario il tempo necessario alla rieducazione, forniti dei mezzi fisici necessari a “superare” l’handicap, istruiti perché possano imparare un lavoro per mantenersi, in quanto bisogna “dargli di più per poterli rendere più uguali agli altri” (dice il dr. Cavarero). 

[…]

Fortunatamente, rispetto ad altre zone del continente, non ci sono conflitti in corso nella zona e pertanto il nemico è “solo” la miseria



                          
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17 gennaio 2010 – TALITA KUM

 

Gentile sig Rampoldi,

 

la ringrazio per l'offerta che è  arrivata bene sul nostro conto alla BSO. Ho fatto le prime foto, non belle, degli ospiti che da questa settimana hanno cominciato a vivere nel centro Talita Kum. Sono cinque ragazze e tre ragazzi, tutti con gravi problemi di deambulazione. Di quesi, solo due hanno frequentato qualche anno di scuola nei loro vil-laggi, con pochi risultati dal punto di vista scolastico vista l'inefficienza di queste scuole di villaggio ma segno di un certo interesse delle famiglie. Gli altri, pur vivendo in famiglia, sono stati lasciati da parte. Tutte le famiglie di provenienza sono povere, alcune ancora di più. Nelle foto si vedono le animatrici, c'è anche un animatore appena visibile in fondo, intento a preparare una stampella. Abbiamo iniziato nonostante i lavori di costruzione della casetta dell'animatrice non siano ancora terminati, quando saranno terminati faremo una bella foto d'insieme.

Cercherò di dare regolarmente notizie e mandarle delle foto, come lei mi ha chiesto. Ce ne saranno sicuramente delle migliori e più chiare. Qui di giorno c'è molto sole , i corsi si tengono sotto la veranda all'aperto e le foto se non si sta attenti, non vengono bene.

Sto pensando di andare a Mondovì il mese di aprile. Chissà che non possiamo incontrarci.

Un caro saluto

Rosanna



























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3 gennaio 2010 – INIZIO INTERNATO

 

Gentile sig. Rampoldi,

 

innanzitutto un grazie per l'impegno della sua associazione a favore del nostro centro Talita Kum.

L'8 gennaio inizia l'internato per otto tra ragazzi e ragazze provenienti da villaggi lontani. E' la prima esperienza di questo tipo e la iniziamo senza grandi programmi specifici. Vogliamo prima di tutto valutare la loro situazione iniziale e studiare quindi per loro un programma specifico secondo le loro possibilità. Il nostro scopo è di renderli il più possibile autonomi anche finanziariamente. Incominceremo nonostante tutti i lavori di costruzione non siano terminati. Si sta finendo una piccola casetta per la signora con due bambini che, insieme con il suo impegno educativo, assicura la permanenza al centro. Appena possibile le invierò delle foto. Spero di poter presto anche scriverle qualcosa. Questo mese di gennaio, con le sue scadenze contabili, mi sta prendendo molto.

Alla settimana prossima per le prime foto.

Le auguro di cuore che il 2010 sia propizio a lei, alla sua famiglia e all'associazione

Rosanna


 

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Archivio 2009




 

22 settembre 2009  -  LAI

 

gentile Sig. Rampoldi,

 

ci stiamo organizzando per iniziare il 1° novembre delle attività nel Centro Talita Kum con 8 disabili residenti. Abbiamo scelto i più svantaggiati  e i più abbandonati sia per la povertà delle famiglie di origine che per l'isolamento dei villaggi di provenienza. Non possiamo per il momento accettarne di più: è la prima esperienza e il centro non ha spazio sufficiente per accoglierne di più.

Stiamo facendo le previsioni di spesa sia per alcuni arrangiamenti nelle costruzioni esistenti che per il materiale e il salario di un'insegnante, oltre naturalmente ai tre salari che stiamo pagando alle persone che lavorano nel Centro: una responsabile, un falegname tuttofare che in particolare fa le stampelle, una educatrice che risiederà nel Centro. Vorrei sapere se "Liguria per la vita" può darci una mano. Se si, in quale settore e cosa dobbiamo presentare per avere gli aiuti.

La ringrazio di cuore

 

Rosanna Cavarero

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26 agosto2009 - TALITA KOUM,

 

Gentile sig. Rampoldi,

 

la ringrazio per l'interesse che manifesta per le nostre iniziative. Ho pensato di mandarle qualche foto e un breve scritto … Non sono forse significative, in realtà possiedo  piuttosto dei video che non mi è possibile mandare via e.mail. Nell'ultima foto ci sono io con il gruppo fisso dei collaboratori. C'è Micheline, la vera anima del centro, c'è Aladoum, esperto nel fabbricare stampelle e insegnante di balafon ai piccoli disabili, c'è infine Christine, con la figlia, l'ultima arrivata per occuparsi della formazione di disabili dimenticati nei villaggi, analfabeti e disoccupati. Incominceremo alla fine di quest'anno con un piccolo gruppo. Per questo si sta costruendo un altro locale. Quest'anno, oltre alla spese di costruzione e alle spese fisse dei tre salari, avremo bisogno di comprare materiale,quali ad es. macchine da cucire. Vorremmo anche dotare il Centro di un forage, per avere un'acqua migliore di quella del pozzo attuale.

Se il Consiglio di Amministrazione deciderà di aiutarci, i soldi saranno convogliati in questo progetto.

Ringrazio lei e i membri dell'Associazione Liguria per la vita.


Cordiali saluti

                 Rosanna Cavarero 

 

segue cronaca di vita quotidiana da Talita Kum: 

 


Nella  bruma foriera della stagione delle piogge un camion parte da Lai di primo mattino, carico dei timori e delle speranze di 13 bambini che, accompagnati dalle loro mamme o da un famigliare, si recano al Centro Notre Dame de la Paix di Mondou dove saranno operati da un’equipe di medici francesi. Il carico del camion comprende anche sacchi di miglio, di riso, di carbone, lampade a petrolio arrugginite, braseros  per cuocere il cibo, miseri fagotti con gli indumenti di ricambio.  Non mancano alcuni polli.  Il necessario cioè  per  i prossimi tre mesi, il tempo di essere operati, di seguire la riabilitazione e acquisire la nuova abitudine nell’utilizzare gli arti impediti. Per alcuni si tratterà di imparare a camminare in piedi, chi con le stampelle, chi con scarpe ortopediche.
La settimana scorsa altri venti bambini, solo i più piccoli con le loro mamme, pigiati nel pulmino che finisce qui in Africa i suoi

giorni dopo aver conosciuto momenti migliori in Europa, sono partiti anche loro per Mondou, per essere visitati dai medici francesi, prima tappa per decidere il tipo di intervento di cui hanno bisogno.  Provengono da Lai e da villaggi sparsi sul territorio della Diocesi, la Tandjilé, e fanno parte dei 232 i bambini seguiti dal Centro Talita Kum, grazie all’impegno di Micheline e di Alladoum i quali  non esitano a fare lunghi giri in moto su strade spesso impossibili,  per visitare e fare un primo piano di intervento su bambini la cui disabilità è molto spesso frutto di povertà e ignoranza. Sono causa di disabilità la poliomielite e la meningite che qui infieriscono ancora nonostante i vaccini (ma che efficacia avranno vaccini che non rispettano la catena del freddo?),  le iniezioni di cosiddetti infermieri che bloccano un nervo (quanti!), e tante ustioni non curate per cui le parti lese si incollano tra loro. La mentalità fatalista di questa popolazione , è Dio che lo vuole,  e la povertà diffusa, abbandona quasi sempre questi bambini alla loro infermità. Ci vuole pazienza e determinazione per convincere le famiglie a dare parte del loro tempo e contribuire materialmente affinché il loro bambino sia curato e possa acquisire maggior autonomia. Ma a Lai succede adesso che i bambini stessi si presentino di loro propria volontà attirati da uno spazio con altalene, giochi e persone che si occupano di loro. Il centro Talita Kum ha dato maggior visibilità e ha allargato le prospettive dell’impegno verso i disabili che prima era finalizzato unicamente  all’intervento chirurgico nel quadro del progetto del Centro Notre Dame di Mondou.  Quest’anno abbiamo iniziato a seguire più da vicino la scolarizzazione dei bambini, invitando le famiglie a iscriverli a scuola e dando loro la possibilità di frequentare quando, come nel caso di Autonome, la scuola è troppo lontana .

In questo caso abbiamo comprato una bicicletta e il fratello (poco più grande di lui) lo accompagna ogni giorno a scuola.

Per tre pomeriggi a settimana si fa il dopo scuola, per alcuni è la sola fonte di istruzione. Doveva essere solo per i bambini scolarizzati, ma altri si sono presentati. 
C’è  Aimé che arriva strisciando sulle ginocchia, avanzando con la forza delle mani, protette dalle babbucce che sarebbero inutili sui piedi sollevati da terra, che ha già imparato a guadagnarsi la vita facendo i mattoni, ma che la famiglia ha ritenuto inutile mandare a scuola. C’è Olivier, emiplegico, che non parla, ma è veloce e pronto ad utilizzare la metà del suo corpo valida per mettere ordine  tra i giochi sparsi, e poi c’è Dada, Clément, Djimé.  Quanta allegria in questi pomeriggi dove bambini vivaci arrivano velocissimi a quattro zampe per sedersi al tavolo per scrivere, disegnare , e poi sulle stuoie costruiscono case con il lego, compongono  puzzle di volta in volta più complicati, giocano a boccette e nessuno si tira indietro.

I progetti sono tanti. Quest’anno il Centro si è arricchito di due dormitori
(non cercate i letti, qui si dorme sulle stuoie) e una cucina per poter accogliere i bambini dei villaggi nel periodo della rieducazione e avere un punto di appoggio nei loro viaggi della speranza verso Moundou.

Stiamo per iniziare la costruzione di un locale, nella speranza che l’Ong Reabilty possa realizzare il suo progetto di formazione per persone in grado di aiutare i disabili facendo anche opera di prevenzione, essenziale in questo contesto di povertà se si vuole limitare i danni. A livello di diocesi sta prendendo forma un progetto importante per insegnare un mestiere ai disabili e renderli quindi autonomi.

C’è qualcosa che si muove, dunque, per i disabili della Tandjilé. Non esagero dicendo che fra gli attori principali di tutte queste iniziative ci siete proprio voi, amici della Diocesi di Mondovì. Quando si può contare sulla partecipazione affettiva e finanziaria degli amici è più facile avere il coraggio di  realizzare qualcosa di concreto per questi nostri fratelli. Insieme al Gruppo Missionario di Carassone ringrazio di cuore anche i componenti della Cricca dell’Oratorio di Villanova Mondovì che testimoniano che regalare allegria può accompagnarsi bene con l’amore e l’impegno per i nostri fratelli.

 


 



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 7 aprile 2009 –  PRIMI CONTATTI COL TCHAD                                                            

                                                                        

 Gentile sig . Rampoldi,                                                             

                                                                                          

… sto lavorando sodo per poter rientrare qualche giorno in Italia per ragioni di famiglia. Sarò quindi a Mondovì dal 15 aprile al 5 maggio. In questo momento le offerte sono convogliate nel nostro progetto a favore dei disabili. Spero infatti di essere arrivata alla fine della costruzione della scuola elementare di Ngamongo, dico spero perché temo si dovranno già fare interventi per migliorare i banchi che sono stati fatti male. Le invierò della documentazione sulla nostra attività a favore dei disabili. Pensavo di riuscire a mandarle una pagina del nostro giornale diocesano di questa settimana che informa della rappresentazione teatrale a favore del nostro progetto a Lai, ma non ci riesco.  Farò qualcosa in seguito.                          

                                                                                                                                                             
La ringrazio
e la prego di trasmettere il mio grazie a tutti i componenti della Associazione Liguria per la vita.
                                                       
                                                                              
                     Rosanna                                            
 



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